Corpo volontari della libertà

Il Corpo volontari della libertà, in acronimo CVL, è stato la prima struttura di coordinamento generale della resistenza italiana durante la seconda guerra mondiale, ufficialmente riconosciuto sia dagli Alleati che dal governo Badoglio II.

A partire dal settembre 1943 formazioni irregolari di partigiani iniziarono ad operare per la cacciata dei fascisti che, alleati con i nazisti occupanti, avevano creato nel nord del Paese la repubblica di Salò. L'insieme delle forze partigiane trovò la forza di coordinarsi in un organismo unitario, al fine di elaborare una linea politico-militare comune.
Il Corpo dei volontari della libertà fu costituito a Milano il 9 giugno 1944 (con delibera definitiva del 19 giugno).
Il 7 dicembre 1944 fu firmato un accordo tra i delegati del CLN Alta Italia (CLNAI) e gli Alleati, noto come «Protocolli di Roma» (vedi il testo completo in inglese dei "protocolli di Roma" edito in Secchia, Frassati, 1962, pp. 192-195), che sancì il riconoscimento formale da parte alleata della rinnovata organizzazione unitaria delle formazioni partigiane.
L'accordo trasformò definitivamente le forze partigiane in un corpo armato sottoposto ad un comando militare supremo con a capo Raffaele Cadorna, generale dell'esercito regolare italiano, affiancato dai vicecomandanti Ferruccio Parri (Partito d'azione) e Luigi Longo (Partito Comunista), Giovanni Battista Stucchi, e per un breve periodo anche da Guido Mosna e Sandro Pertini (Partito Socialista), Enrico Mattei (Democrazia Cristiana) e Mario Argenton (Partito Liberale e Formazioni Autonome).
Il CVL assolse la funzione che aveva portato alla sua costituzione ovvero l'organizzare sotto un unico comando le forze antifasciste combattenti, attive nell'Italia settentrionale.
Come stabilito negli accordi con gli alleati, a seguito della resa delle forze nazifasciste sul territorio italiano il CVL procedette alla riconsegna delle armi, sciogliendosi in quanto organizzazione armata, devolvendo ogni potere alle autorità alleate ed al Governo italiano.
Con legge 21 marzo 1958, n. 285, il CVL ottenne il riconoscimento giuridico a tutti gli effetti di legge come Corpo militare regolarmente inquadrato nelle forze armate italiane.

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