Puoi contribuire alla riuscita del progetto in tanti modi: inviando testimonianze storiche, documenti, fotografie e racconti o anche semplicemente rendendoti disponibile a prendere parte all’organizzazione delle molte iniziative previste per il 2015 e gli anni a venire.

Partecipa

Resistenza

La Resistenza è stata opera di donne e uomini che hanno continuato a credere nella libertà e nella giustizia, anche quando il nostro Paese scivolava senza sosta nella buia spirale della guerra e dell'orrore.
 
La Resistenza nacque come moto antifascista spontaneo, spesso su posizioni di classe e con nucleo portante le formazioni della sinistra (le Brigate Garibaldi furono una "filiazione" del Partito Comunista, le Giustizia e Libertà del Partito d'Azione).
In questa fase l'antifascismo fu tuttavia gestito strategicamente dalla classi dirigenti che, prefigurando la sconfitta bellica e la fine del fascismo, agirono in vista della strutturazione della società del dopoguerra, quando vi fu un'ampia convergenza dei movimenti antifascisti con il neonato Partito Comunista Italiano (PCI).

StampaEmail

Partigiani

Nell'Italia centro-settentrionale i partigiani combattono una guerra che ha tre anime - è insieme una lotta di liberazione, una guerra civile e una lotta per la democrazia - e che avrà un forte rilievo politico per il futuro della penisola, soprattutto al Nord, dove arriverà a liberare le grandi città prima dell'arrivo degli Alleati.
Nel settembre del 1943 si costituiscono i GAP (Gruppi di Azione Patriottica), che sono formati in genere da quattro o cinque uomini, hanno come riferimento politico il Partito Comunista e agiscono in città. In montagna, nelle vallate e nelle campagne sorgono invece basi partigiane ben organizzate e formazioni militarmente inquadrate, che si riconoscono nei diversi partiti del Comitato di Liberazione Nazionale (Partito Comunista, Partito Socialista di Unità Proletaria, Partito d'Azione, Democrazia Cristiana, Partito Liberale e Democrazia del Lavoro).
Nell'estate del 1944 vengono organizzate le Squadre d'Azione Patriottica (SAP), gruppi paramilitari prevalentemente impegnati in ambito urbano, con compiti di propaganda nelle fabbriche, di sabotaggio e di raccordo tra città e lotta partigiana.
I partigiani combattenti riconosciuti alla fine del conflitto saranno 232.481, la metà dei quali comunisti, un quarto di Giustizia e Libertà, i restanti autonomi, democristiani e socialisti.

StampaEmail

Corriere della Sera

Il “Corriere” fu, nei giorni della Resistenza, un punto di riferimento.
In redazione gli operai si alternavano sui tetti per dare l’allarme contro eventuali attacchi fascisti. In tipografia si stampavano le pubblicazioni del Comitato di liberazione e fogli clandestini.
Per proteggersi contro gli arresti e le razzie della Repubblica sociale e della Gestapo al “Corriere” era stato organizzato un servizio di avvistamento:
ventiquattro ore su ventiquattro qualcuno vigilava agli ingressi, per avvertire icolleghi ricercati dai nazifascisti.
Si formò un CLN aziendale che organizzò scioperi e sabotaggi e che causò ritardi di composizione e di uscita del giornale e guasti alle macchine.
All’interno del giornale si ebbero anche azioni di guerriglia La partecipazione alla Resistenza dei giornalisti, degli operai e degli impiegati di via Solferino fu ampia. Molti lavoratori ebbero fortuna: sia pure tra minacce, disagi, paure, fughe riuscirono a scampare alla cattura, alla deportazione, addirittura alla morte. Altri pagarono duramente, come Mario Miniaci, Torquato Spadi, Luigi Tacchini, Otello Ghirardelli, Dionigi Parietti, Ferdinando De Capitani, che morirono in un lager.

StampaEmail

La direttiva 16

"Voi siete pronti, siete pronti a combattere, ma il momento della vostra concertata azione non è ancora giunto. A certe bande sono state impartite istruzioni speciali. Non fate il gioco del nemico agendo prima del tempo scelto per voi. Non sperperate le vostre forze. Non lasciatevi tentare ad agire prematuramente!" Il messaggio radio del generale Mark W. Clark, comandante delle truppe alleate in Italia, era scoppiato come una bomba il 10 aprile, movimentando ulteriormente la già tormentata vigilia dell'insurrezione.
Ce n'era d'avanzo perché all'interno del CLNAI il "partito" degli attesisti, di quelli che esortavano alla prudenza, all'attesa alla verifica, prendesse vigore e alzasse la voce.
Il disegno delle forze conservatrici non poteva essere più trasparente: Clark loro interprete, tendeva a frenare qualsiasi moto insurrezionale capace di porre un'ipoteca popolare sul futuro assetto politico dell'Italia.
Non si voleva che le formazioni partigiane scendessero dai monti per combattere fascisti e tedeschi nelle grandi città e nei borghi della pianura, sollevandone le popolazioni in assenza degli Alleati.

Leggi tutto

StampaEmail

Comandi di divisione

Divisione e Brigata delle formazioni partigiane che operarono nelle montagne del Centro Nord dell'Italia nell'aprile del 1945 in funzione delle aree operative (che avevano confini variabili rispetto ai limiti territoriali provinciali).
 

Milano - Piazza - classificazione Roberto Battaglia -

Comando generale CVL Corpo volontari della libertà

Ossola - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Garibaldi Redi - Divisione Valtoce - Divisione Flaim - Divisione Beltrami

Varese - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Alto Milanese - Brigata Greppi - Brigata Passerini - 1a Brigata Loto

Valsesia - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Garibaldi Fratelli Varalli - Divisione Garibaldi Pajetta

Valle d'Aosta - classificazione Roberto Battaglia -

C 1a Brigata Autonoma. Valle d'Aosta - Divisione Matteotti Aosta - 7a Divisione Garibaldi Piemonte Elter - 2a Divisione Alpina GL Ferriera - Brigata Autonoma GL Leone

Biellese - classificazione Roberto Battaglia -

5ª Divisione Garibaldi R. Maffei - 12ª Divisione Garibaldi Piemonte Nedo

Canavesano Lanzo - classificazione Roberto Battaglia -

8ª Divisione Autonoma Giovane Piemonte - Raggruppamento Brigata Matteotti Davito - 7ª Divisione Garibaldi GL Canavesana - Colonna GL R.Giua - 2ª e 4ª Divisione Garibaldi Piemonte Unificate

Susa e Chisone - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata Matteotti Martorelli - 4ª Divisione Alpina GL Stellina - 3ª Divisione Garibaldi P.Deo - 10ª Divisione Autonoma Val Chisone - 13ª Divisione Garibaldi Pietrorame - 9ª Divisione Autonoma De Vitis -Divisione GL Campana - 5ª Divisione Alpina GL S.Tosa - Divisione GL Torino - Divisione Matteotti Giachino

Val Sangone - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Autonoma Valsangone

Monferrato Langhe - classificazione Roberto Battaglia -

5ª Divisione Autonoma. Monferrato - GMO GL - Divisione Matteotti Rossi - 6ª Divisione Autonoma. Alpi - 9ª Divisione GL Ferreira - Iª Divisione Garibaldi Piemonte Lanfranco - Divisione Matteotti Cattaneo - 8ª Divisione Garibaldi Piemonte Asti

Monregalese Langhe - classificazione Roberto Battaglia -

9ª Divisione Garibaldi Piemonte Imerito - C IV ª Brigata Autonoma. Brà - 3ª Divisione GL Langhe - 11º Garibaldi Piemonte Langhe - C III ª Brigata Autonoma. Amendola - 14ª Divisione Garibaldi Piemonte Capriolo - 2ª Divisione Autonoma. Langhe - 1ª Divisione Autonoma. Langhe - 4ª Divisione Autonoma. Alpina

Cuneo Ovest - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Matteotti Lungense - 2ª Divisione Alpina GL - 10ª Divisione GL - 11ª Divisione Garibaldi Piemonte Cuneo - XXVª Brigata GL Bellano - XXIª Brigata GL Paglieri - 1ª Divisione Alpina GL - 3ª Divisione Autonoma. Alpi

Imperia - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Garibaldi Cascione - Divisione Garibaldi Bonfante

Savona - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Bevilacqua - Divisione Panevino - Divisione Fumagalli

Alessandria - classificazione Roberto Battaglia -

2ª Divisione Autonoma. Patria - 10 ª Divisione Garibaldi Piemonte Italia - 8 ª Divisione GL - 16 ª Divisione Garibaldi Piemonte Viganò - Divisione Matteotti Marengo

Oltre Po Pavese - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Matteotti Barni - 4 ª Divisione Garibaldi Lombardia Gramsci - 2 ª Divisione GL Masia - 3 ª Divisione Garibaldi Lombardia Aliotta

VI Zona (tra AL e Genova) - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Garibaldi Pinan Cichero - Divisione Garibaldi Cichero - Brigata Caio - Divisione GL Matteotti - Divisione Garibaldi Coduri

Piacenza - classificazione Roberto Battaglia -

1ª Divisione GL Piacenza - Divisione Garibaldi Bersani Val d'Arda - Divisione Valnure

Est-Ovest Cisa Parma - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Valceno - Divisione Valtaro - Divisione Garibaldi Monte Orsaro - Divisione Cisa - Divisione Garibaldi Ricci

Spezia - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Garibaldi Picchiara - Brigata Borrini - Divisione Garibaldi Centocroci - Brigata Muccini - Brigata Giustizia e Libertà

Reggio Emilia - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata Fiamme Verdi - 1ª Divisione Garibaldi Reggiana

Bologna - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Bologna Pianura - Divisione Bologna Montagna

Modena - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Modena Pianura - Divisione Modena Armando - Divisione Modena Montagna

Forlì - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Leggera Forlì

Ravenna - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Leggera Ravenna

Ferrara - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata Ferrara

Rovigo - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata Tasso - Brigata Bonato

Verona Pianura - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata "Verona" comandante "Redi" (Renato Tisato) - Brigata "Anita" comandante "Gallo" (Cesare Albertini) - Brigata "Stella Rossa" comandante "Spartaco" (Armando Plazzi) - Brigata "Adige" comandante "Romeo" (Di Lorenzi Francesco) - Brigata "Scaligera" comandante "Cambrone" (Giovanni Ballarotto) - Brigata "Italia" comandante "Enzo" (Fiorenzo Olivieri) - Brigata "Stella Pianura" comandante "Siva" (Marcello Perazzolo) - Brigata "Carlo Montanari"

Verona (Lessini) - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata "Luciano Manara" - Brigata "Pierobon" - Brigata "Avesani"

Vicenza - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata Vicenza

Padova - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata Silvio Trentin - Brigata Garibaldi (PD) - Brigata Lubian GL - Brigata Negri - Brigata Pierobon - Brigata Rutoli

Venezia Mestre - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata Ruspo -Brigata Pellegrini - Brigata Piave (VE) - Brigata Erminio Ferretto - Brigata Iberati - Brigata Gramsci (VE) - Brigata Conti

Friuli - classificazione Roberto Battaglia -

5ª Divisione Garibaldi Osoppo Friuli - Divisione Carnia - Divisione Sinistra Tagliamento - Friuli Divisione Destra Tagliamento - Divisione Sud Arzino - Brigata Rosselli (Friuli) - Brigata Picelli - 3ª Divisione Garibaldi Osoppo Friuli - 1ª Divisione Garibaldi Osoppo Friuli - Divisione Udine - 2ª Divisione Garibaldi Osoppo Friuli - 4ª Divisione Garibaldi Osoppo Friuli

Treviso - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata Bortolato. - Brigata Tito Speri - Brigata Furlan - Brigata Orerto - Brigata Zancanaro - Brigata Badini - Brigata Treviso

Padova e Treviso - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Garibaldi Sabatucci

Piave (Bellunese) - classificazione Roberto Battaglia -

Brigata Val Cordevole - Divisione Garibaldi Belluno - Brigata Fulmine - Divisione Garibaldi N. Nannetti - Brigata Piave

Montegrappa - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Monte Grappa

Ortigara (Altipiano Asiago) - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Monte Ortigara

Bolzano - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Val dell'Adige

Trento - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Garibalidi "Ateo Garemi"

Sondrio - classificazione Roberto Battaglia -

1ª Divisione Alpina GL Valtellina.

Brescia - classificazione Roberto Battaglia -

L 4ª Brigata Garibaldi Belotti - Divisione Fiamme Verdi Tito Speri - Brigata GL Monte Suello - 7ª Brigata Matteotti - C 22ª Brigata Garibaldi (BS) - Divisione Fiamme Verdi Lunardi - Brigata GL Barnaba - Gruppo Brigata Apolitiche III settore. - Formazione Chiari V settore.

Bergamo - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Garibaldi (BG) - Divisione GL Orobica - Divisione Fiamme Verdi (BG)

Como Lecco - classificazione Roberto Battaglia -

1ª Divisione Garibaldi Lombardia. - 2ª Divisione Garibaldi Lombardia - 16ª Divisione GL - Divisione Puecher - Brigata Piazza (Como) - Brigata Benetta - C 4ª Brigata Citterio

VI Zona (tra Alessandria e Genova) - classificazione Roberto Battaglia -

Divisione Garibaldi Mingo

VI Zona (tra Alessandria e Genova) - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Battaglioni Matteotti Valbisagno

Como Lecco - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

55ª Brigata F.lli Rosselli

Umbria - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Brigata Garibaldina Antonio Gramsci

Roma - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Bandiera Rossa Roma

Marzabotto - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Brigata Partigiana Stella Rossa

Venezia - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Brigata partigiana Martiri di Mirano

Massa - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Battaglione Lucetti

Friuli - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Brigata Osoppo

Alpi Apuane - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Divisione partigiana Lunense

Ravenna (pianura) - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

28ª Brigata Garibaldi "Mario Gordini"

Ravenna (pianura) - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

28ª Brigata Garibaldi "Mario Gordini"

Umbria - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Brigata Risorgimento

Pistoia - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

XI Zona Patrioti

Tigullio - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Divisione "Coduri"

Maiella - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Gruppo Patrioti della Maiella (Brigata Maiella)

Romagna - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

8ª Brigata Garibaldi Romagna, già Gruppo Brigate Romagna, già Brigata Garibaldi Romagnola

VI Zona (La Spezia) - bibliografia accertata, non classificate dal Battaglia -

Battaglione Val di Vara (Brigata Giustizia e Libertà)

Formazioni partigiane, costituite dai militari dei reparti delle ex-divisioni del Regio Esercito Italiano, che dopo l'8 settembre 1943 si trovavano fuori degli attuali confini nazionali, nei territori dei Balcani. I militari decisero, volontariamente, di riorganizzarsi per non essere fatti prigionieri e combattere l'esercito nazista, collaborando con le formazioni locali. Sono di seguito segnalate alcune di queste.

Regno di Jugoslavia

Divisione Italia

Montenegro

Divisione italiana partigiana Garibaldi (Montenegro)

Albania

Brigata Gramsci (Albania)

Bibliografia

 

  • (1) Roberto Battaglia- Storia della Resistenza Italiana – Einaudi- Torino, seconda edizione 1964.
  • (2) Gianni Oliva - Foibe - le stragi negate degli italiani della resistenza delle Venezia Giulia e dell'Istria- Arnoldo Mondadori Editore- Milano- 2002
  • (3) Luigi Longo - Un popolo alla macchia, Mondadori - Milano-1947.
  • (4) Pietro Secchia - F. Frassati - La Resistenza e gli alleati - Feltrinelli, Milano - 1962.
  • (5) Pietro Secchia - Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 1943-1945: ricordi, documenti inediti e testimonianze - Feltrinelli – Milano - 1971.
  • (6) Dante Livio Bianco, Le brigate Garibaldi nella Resistenza - Feltrinelli, Milano, 1979.
  • (7) Irnerio Forni - Alpini garibaldini - Ricordi di un medico nel Montenegro dopo l'8 settembre- Mursia - Milano 1992
  • (8) Associazione degli ex consiglieri della Regione Veneto- Il Veneto nella Resistenza, contributi per la storia di liberazione nel 50o anniversario della Costituzione - 1997 -Venezia.

 

StampaEmail

Formazioni Partigiane

Queste le affiliazioni politiche all'interno del Corpo volontari della libertà:

  • Le Brigate Garibaldi, i GAP e le SAP facevano prevalentemente riferimento al Partito Comunista Italiano (PCI).
  • Le formazioni di Giustizia e Libertà facevano riferimento al Partito d'Azione (PdA).
  • Le formazioni "Giacomo Matteotti" facevano riferimento al Partito Socialista Italiano (PSI).
  • Le Brigate Fiamme Verdi, le Brigate del popolo e le Brigate Osoppo facevano riferimento alla Democrazia cristiana (DC) e al mondo cattolico in generale, insieme al movimento dei cattolici comunisti.
  • Le formazioni monarchiche e badogliane (chiamati anche azzurri) erano principalmente composte da partigiani di estrazione borghese e di idee liberali o conservatrici, accomunati dalla fedeltà alla Monarchia. Facevano riferimento alla Casa Reale e riconoscevano in Raffaele Cadorna il loro capo militare. Erano nati dai reparti del regio esercito che rifiutarono la logica del «tutti a casa», abbracciando la lotta partigiana. Avendo conservato la loro struttura gerarchica, i partigiani azzurri poterono apportare alla Resistenza l'esperienza bellica e la consuetudine di rapporti coi militari alleati, essenziale per ricevere rifornimenti ed aiuti, tra questi ricordiamo il 1O Gruppo Divisioni Alpine comandato da Enrico Martini.
  • Gruppi come l'Organizzazione Franchi di Edgardo Sogno rappresentavano il Partito Liberale Italiano ed i monarchici.
  • Esistevano inoltre organizzazioni esplicitamente trotskiste, come la formazione Bandiera Rossa Roma, nota anche come Movimento Comunista d'Italia e formazioni di tendenza anarchica, come le Brigate Bruzzi-Malatesta di Milano.

Non sempre le denominazioni originarie erano strettamente collegate ai partiti di riferimento. Ad esempio le Brigate Osoppo del Friuli, che erano nate con un grande contributo del PdA, accentuarono la loro dipendenza dalla DC e dal clero friulano. Le Brigate Fiamme Verdi si diversificarono nel territorio: quelle lombarde, nate dagli intellettuali cattolici, si trasformarono in formazioni solo "militari" con orientamento genericamente liberale; quelle reggiane, invece, furono direttamente guidate dalla DC alla quale facevano riferimento anche le Brigate del Popolo. Similmente le formazioni Mazzini che in Lombardia facevano riferimento al PRI in Veneto non avevano il medesimo legame.

StampaEmail