Badoglio annuncia l'armistizio

 Badoglio Armistizio
L'armistizio
Alle ore 19.42 dell'8 settembre 1943, la voce del maresciallo Badoglio annuncia via radio agli italiani la firma dell'armistizio con gli anglo-americani. Sono poche parole gravi, incise su disco e ripetute sino a tarda notte.
L'annuncio parla in modo vago di una reazione ad "eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza", ma ai soldati italiani non viene data nessuna precisa istruzione operativa. Nessun comandante sa se si debba fare la guerra contro i tedeschi, oppure ripiegare verso l'Italia liberata o, semplicemente, sciogliere i reparti e tornare a casa.
Le truppe della Wermacht sono invece all'erta da settimane ed entrano in azione subito dopo l'annuncio dell'armistizio, neutralizzando le forze armate italiane, sia nella zone della penisola non ancora liberate dagli anglo-americani, sia negli altri paesi occupati (Balcani, Grecia, isole dell'Egeo, Francia).
Di fronte all'azione fulminea dei tedeschi, i comandi periferici dell'esercito italiano assumono reazioni diverse da luogo a luogo e non mancano i casi di resistenza e di vero e proprio eroismo. A Milano, l'annuncio dell'armistizio è salutato con un entusiasmo contenuto, senza farsi eccessive illusioni su un rapido ritorno alla normalità, fuori dall'incubo della guerra.
Man mano che la situazione va precipitando e si chiarisce la risposta del Comando tedesco, con i piani d'occupazione delle città e di disarmo e cattura delle forze armate italiane, si diffondono la preoccupazione e lo smarrimento, ma anche la volontà di resistere.

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