Le pietre raccontano

  • Lapide dedicata a: LUCIANO PASCHINI ANNI 18 / GIUSEPPE FRAZZEI ANNI 19 / FRANCESCO MIGLIAVACCA ANNI 21 / CADUTI L’ 8 APRILE 1945 / PER LA LIBERTÀ D’ITALIA / LA POPOLAZIONE / I COMPAGNI DI LOTTA E DI FEDE / VI RICOR
    DANO
  •  Il carcere di San Vittore fu usato durante l’occupazione nazista come un campo di concentramento per ebrei e oppositori politici del Terzo Reich e della Repubblica Sociale di Mussolini, ed è stata la principale base di transito verso gli altri campi
    tedeschi e italiani. Segregati al quinto raggio, “il raggio maledetto”, si trovavano gli ebrei, mentre il sesto raggio era riservato ai politici. Tra quei raggi regnava un mostro umano, il caporal maggiore Franz Staltmayer, chiamato il Porcaro o l’orrida Bestia.
  • Mappa Milano 2015
  • Bruno e Fofi Vigorelli. Poco più che adolescenti, i due fratelli si unirono alle formazioni Matteotti dei partigiani dell’Ossola. Nel giugno 1944 caddero entrambi, a due giorni l’uno dall’altro, in combattimenti contro i nazifascisti nella Val Grande, sop
    ra Intra. Avevano rispettivamente ventiquattro e ventitré anni.
  • Stella Zuccolotto. Dirigente sindacale dei portinai milanesi – categoria particolarmente attiva nella Resistenza – fu assassinata dai fascisti qui, appena trentenne, poco prima della Liberazione, mentre adempiva la sua missione in difesa dellecompagne di
    lavoro.
  • Costante Signorelli. Nel cortile interno di questa vecchia casa di ringhiera della Milano popolare e operaia, gli inquilini hanno posto una targa in ricordo di Costante Signorelli, patriota, morto il 13 marzo 1945 a quarantaquattro anni nel campo di sterm
    inio di Flossenbürg.
  • Collegio San Carlo. La rete assistenziale del mondo cattolico si impegnò nel fiancheggiamento della lotta antifascista. Particolarmente attiva fu l’OSCAR (Organizzazione Soccorso Cattolico Antifascisti Ricercati), un’organizzazione clandestina dello scout
    ismo cattolico. Guidata da don Aurelio Giussani e don Andrea Ghetti, l’OSCAR aveva un centro nella sede milanese del Collegio San Carlo. Fu un sicuro riferimento per tutto il movimento assistenziale, impegnata com’era nel soccorso a ex prigionieri di guerra, ebrei, ricercati e arrestati.
  •  QUI DIMORO' / ANDREA LORENZETTI / COMBATTENTE EROICO DELLA LIBERTA' / CHE LA FEDE TENACE / NELL'IDEA E NELL'AZIONE / CONSACRO' NEL MARTIRIO / DEI CAMPI DI GERMANIA / ANCONA 1907 - GUSEN (MAUTHAUSEN) 1945
  • QUI ABITÓ / GIUSEPPE CRISTOFARI / EDUCATORE E PATRIOTA / PER LA LIBERAZIONE FRA I PRIMI / CONGIURÓ OPERÓ DONÓ LA VITA / N. 1 AGOSTO 1897 M. A MAUTHAUSEN 10 OTTOBRE 1944
  • Piazza Edmond J. Safra 1 - (già via Ferrante Aporti 3). Sotto la stazione Centrale a Milano si nasconde un luogo che fa tristemente parte del nostro passato, ma che in pochi conoscono: il Binario 21. Non è né una replica del binario 21 attualmente atti
    vo in stazione né di un binario “qualsiasi”. Ma è il luogo da cui ebbe inizio l’orrore della Shoah a Milano. Da qui partirono, tra il 1943 e il 1945, i treni pieni di deportati ebrei diretti ai campi di sterminio nazisti. In tanti partirono, in pochissimi tornarono (tra i superstiti Liliana Segre).
  •  Scuola Media dedicata a Quintino Di Vona
  •  Ora é la sede del Commissariato di Città Studi della Polizia di Stato
  • Qui avvenivano interrogatori e torture di antifascisti e partigiani.
  •  Durante il fascismo l'attuale piazza Novelli si chiamava piazza Italo Balbo.
  •  Ora é la sede del Piccolo Teatro di Milano
  • Giovanni Busi. Qui abitò Giovanni Busi, che nel 1944 alla causa della libertà fece dono della vita. Aveva ventun anni.
  • Nella Loggia del Palazzo della Ragione, che si affaccia verso via dei Mercanti e piazza Mercanti, affisse ai pilastri lapidei, si trovano 19 Lapidi Commemorative che ricordano i nomi dei Caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Una lapide, posta sul pr
    ospetto verso via dei Mercanti, in corrispondenza dei gradini di accesso alla Loggia, riporta in epigrafe: IN SUPREMO ANELITO DI LIBERTA’ / HANNO DONATO LA VITA / MILANO / NE CONSACRA I NOMI GLORIOSI / ALLA STORIA. 1943 1945. Le lapidi di dimensioni 2 x 1 metro sono costituite da una specchiatura centrale e da una cornice a semplice modanatura. A rilievo, su doppia colonna, sono elencati i nomi dei Caduti, secondo il criterio alfabetico. Unica eccezione è presente nella diciannovesima lapide che in coda riporta sette nomi, ripartendo con un secondo elenco e che non giungono a completare la seconda colonna.Le lapidi sono realizzate in bronzo con cornice in ottone.Al momento della mappatura del degrado, nei punti di appoggio tra le lapidi ed i pilastri della loggia si sono riscontravano elementi esterni quali chiodi, zeppe in legno e stuccature varie. I fenomeni di degrado rilevati erano la corrosione e l’ossidazione diffusa, nonché l’incrostazione come combinazione di prodotti di corrosione e particellato atmosferico. Al fine di identificare il diverso grado di diffusione di questi fenomeni si è ritenuto opportuno diversificare ciascuna voce secondo la sua distribuzione (uniforme, a macchie, diffusa, localizzata). In generale lo stato di conservazione delle lapidi era discreto, anche in relazione al fatto che sono collocate in ambiente protetto dalla pioggia.   Documentazione archivistica Con deliberazione del Consiglio Comunale del 30 marzo 1953, l’Amministrazione approvava il “Collocamento di lapidi in bronzo a ricordo dei Caduti per la Libertà”, da ubicarsi nel portico del Palazzo della Ragione, “per dare una definitiva e decorosa sistemazione dei Partigiani”.I lavori venivano affidati, mediante trattativa privata, alla Fonderia Battaglia & C. di Milano, con sede in Via Gran S. Bernardo 13. Dai documenti conservati nell’Archivio Civico risulta che all’epoca risultavano “già in opera” 19 lapidi, anch’esse fornite dalla Fonderia Battaglia e che le nuove lapidi in bronzo fuso [erano] a sostituzione delle precedenti, del “ tutto simili alle precedenti (dimensioni di m. 2 x 1, spessore mm. 8) col nome dei Caduti in rilievo.”Per quanto riguarda le opere murarie, l’appalto è affidato alla ditta appaltatrice della manutenzione stabili Comunali per un importo pari a £ 353.150.La spesa preventivata dall’Ufficio Tecnico risulta pari a £ 4.923.400, a consuntivo liquidata per £ 4.537.230 con data 16 giugno 1955 dall’Ufficio Tecnico Divisione III° A Sezione Stabili d’affitto e per uffici.Nel preventivo della Fonderia Battaglia & C. datato 8 settembre 1953 si legge “preventivo per la formatura di n. 20 lapidi in bronzo simili a quelle già in opera da consegnarsi a scaglioni non oltre il 27 ottobre prossimo per il costo di £ 190.000 cadauna maggiorato del 20% dovendosi eseguire tale lavoro ad orario continuativo con turni notturni”.Allegati ai documenti protocollati Lavori Pubblici n. 10232, Ufficio Tecnico divisione Palazzi e Monumenti n. 1855, troviamo la “Stima dei Lavori” e la Tavola con il “Tipo lapide in bronzo”.Per quanto riguarda il primo allegato la Fonderia Battaglia & C. e la ditta O.L.T.A. di Vaglia & C. hanno eseguito le seguenti opere : fornitura delle 19 lapidi, con riconoscimento del maggior onere per lavoro notturno e consegna entro il 27 ottobre 1953, formazione dei fori per il sostegno delle lapidi “nei pilastri di pietra della Loggia”, rimozione delle vecchie lapidi “inservibili”, posa in opera e murazione delle lapidi in bronzo.Dai documenti della contabilità risulta che in occasione della sostituzione delle lapidi commemorative sono stati eseguiti anche delle lavorazioni accessorie, direttamente dalla Cooperativa Lavoranti Muratori. In particolare opere in economia costituite da formazione di fori nei pilastri, “assistenza al fabbro per riparazione catene, ripristini vari, sigillatura dei giunti delle pietre, ripristino pavimenti in beola”, nel periodo compreso tra il 15 ottobre 1953 e il 7 novembre 1953.
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