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4° Bat 55ª Brig Garibaldi "Rosselli"

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LA RESISTENZA CIVILE 1943 - 1945

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MILANO CAPITALE DELLA RESISTENZA

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Gino Cassinis

Gino Cassinis

Inizia il 13.01.1964 00:00 Salva sul calendario

Luogo: Politecnico Piazza Leonardo da Vinci Politecnico di Milano, Piazza Leonardo da Vinci, 20133 Milano, Italia

Categorie: targhe - monumenti - lapidi , Milano provincia

Trovati: 1384

l rettore Cassinis sotto l’occupazione tedesca difese l’autonomia dell’Ateneo e i suoi beni bibliografici, archivistici; preservò i laboratori scientifici e i suoi materiali più preziosi, sostenendo, con la dovuta discrezione, la cospirazione antifascista e antinazista. Tant’ è che nei sotterranei dell’Università sotto la protezione del rettore venne installato un centro radio clandestino con radiotrasmittente e centralino telefonico di collegamento tra le forze partigiane diretto dal professor Gian Battista Boeri, responsabile del servizio informazioni partigiano, e dall’ing. Francesco Moschettini, un giovane laureato del Poli che dopo l’8 settembre aveva abbandonato la marina per entrare nella Resistenza.
Il rettore Cassinis, dopo aver diretto il rettorato dal 1943 al 1960, diverrà nel 1961 sindaco di Milano, e nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 1946-’47, conferirà 46 lauree ad honorem agli studenti partigiani caduti per la libertà.
Tra i docenti che si impegnarono con grande vigore prima contro la dittatura fascista e in seguito nella lotta resistenziale e nell’insurrezione di Milano va ricordato il professore di chimica organica Mario Alberto Rollier nome di battaglia (Adami) attivo in Giustizia e Libertà, già firmatario con Gianfranco Mattei del manifesto per la rigenerazione della vita universitaria italiana perduta a causa del fascismo
Al Politecnico accanto a Mario Alberto Rollier, troviamo tra gli animatori più attivi, oltre a Gianfranco Mattei, due assistenti di architettura, i professori Giulio Minoletti e Giancarlo Palanti.
Composita poi fu la schiera di studenti e laureati e docenti che all’indomani della nascita della Repubblica di Salò decisero di non aderirvi, chi andando nelle formazioni partigiane, chi scegliendo altre vie. Altri finirono deportati per motivi politici nei campi di sterminio come Antonio Finetti a Hersbruck e Mario Bobbio a Mauthausen da cui non fecero più ritorno.
Molti altri perirono in combattimento nelle città e sulle montagne d’Italia.
Né va dimenticato lo studente del Politecnico Franz Giorgio Roesler che morì in combattimento nei giorni dell’insurrezione (è il 28 di aprile 1945) a solo 20 anni di fronte agli stabilimenti dell’Innocenti.


1964-01-13 00:00:00
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