Campagna di Polonia

L'invasione della Polonia, perpetrata in un primo tempo dalla Germania (settembre 1939), e successivamente anche dall'Unione Sovietica dalla parte orientale del paese in ossequio degli accordi segreti del patto Molotov-Ribbentrop.

settembre 1939

1º settembre: alle ore 4,45 l'esercito tedesco varca la frontiera polacca con 53 divisioni, è scattato il piano Fall Weiß ("piano Bianco") ossia l'invasione della Polonia che coincide con l'inizio della seconda guerra mondiale. Nel porto di Danzica la Schleswig-Holstein apre il fuoco contro l'arsenale della marina polacca di Westerplatte, lo stesso 1º settembre Danzica viene annessa al Reich anche se l'atto ufficiale di integrazione nello Stato tedesco avverrà il 1º novembre.
2 settembre: i tedeschi dilagano in tutta la Polonia; le forze provenienti dalla Germania si congiungono con quelle uscite dalla Prussia orientale. La 10ª Armata tedesca raggiunge il fiume Warta, in 36 ore è penetrata di 80 km in territorio polacco, intanto la Luftwaffe conquista il dominio dei cieli e distrugge gran parte degli aerei polacchi. Alle ore 22,30 da Londra viene inviato un telegramma all'ambasciatore inglese a Berlino in cui si danno disposizioni circa l'ultimatum da consegnare al governo tedesco.
3 settembre: L'Armata polacca di Poznan lancia una serie di attacchi contro l'8. Armata tedesca. Gli attacchi ai fianchi dell'avanzata tedesca vengono respinti. Francia e Gran Bretagna entrano in guerra contro la Germania.
4 settembre: la battaglia di Mlawa si conclude con la ritirata dell'Armata polacca di Modlin.
5 settembre: i tedeschi forzano la linea della Vistola e si apprestano a superare il fiume Narew e il Bug Occidentale. Le forze polacche attorno a Piotrków si arrendono alla 10ª Armata tedesca.
6 settembre: la 3ª e 4ª Armata del Gruppo armate nord e l'8ª e la 10ª del Gruppo sud puntano verso Varsavia, la 14ª Armata conquista Cracovia e marcia verso la frontiera romena. Il comando polacco dirama l'ordine di ritirata generale sulla linea Narew-Vistola-San. Durante la notte il governo polacco lascia Varsavia per trasferirsi nella regione Luck-Krzemieniec, mentre il comando supremo si trasferisce a Brzesko sul fiume Bug.
7 settembre: l'assedio di Westerplatte si conclude con la resa delle forze polacche. L'Alto Comando Polacco si trasferisce da Brześć a Varsavia. Le difese lungo il Narew vengono ritirate lungo la riva del fiume Bug. Tarnów viene circondata dalla 14ª Armata tedesca.
Colonna tedesca entra nel villaggio nei sobborghi di Częstochowa
8 settembre: inizia l'assedio di Varsavia con le forze tedesche che raggiungono i sobborghi della città. Iniziano una serie di pesanti bombardamenti aerei da parte della Luftwaffe. Viene ridotta lentamente la sacca di Radom dalle truppe della 14. Armata.
8-11 settembre: si svolge la battaglia di Radom, un centinaio di km a sud di Varsavia. I tedeschi fanno prigionieri 60.000 polacchi.
9 settembre: ore 7; la 4ª Panzerdivision sferra il suo primo attacco contro Varsavia ma dopo tre ore di combattimento viene respinta sulle posizioni di partenza.

11 settembre: l'Alta Slesia è completamente in mano tedesca.

 

12 settembre: Białystok viene circondata dalla 3ª Armata tedesca.
12-18 settembre: l'armata polacca che avrebbe dovuto marciare verso Berlino, opera un imprevisto dietro-front nel tentativo di cogliere sul fianco l'8ª armata tedesca. Ha inizio la battaglia del fiume Bzura, nella quale i tedeschi chiudono in una "sacca" 19 divisioni polacche e fanno prigionieri 170.000 uomini.
13 settembre: la linea difensiva sulla Vistola viene oltrepassata dalle forze della Wehrmacht, che attraversano il fiume a sud di Varsavia.
14 settembre: i tedeschi catturano Gdynia. Siedice viene conquistata dalla 3ª Armata.
15 settembre: Przemysl viene presa dalla 14ª Armata tedesca.
16 settembre: Varsavia è accerchiata dalle truppe tedesche, Hitler ordina di considerare la città come una fortezza e di impiegare l'artiglieria e l'aviazione per conquistare la città. Il grosso dell'esercito polacco concentrato tra Leopoli e Chelm comprendente 38 divisioni di fanteria, 11 brigate di cavalleria e 2 brigate motorizzate, viene annientato.
17 settembre: si apre il fronte orientale, l'URSS dà via libera alle sue truppe di procedere con l'occupazione della Polonia orientale. Brest-Litovsk viene occupata dai tedeschi e in ossequio alle clausole segrete del patto di non aggressione del 23 agosto, sgomberano città e regioni già occupate come Leopoli. Kutno viene accerchiata dall'8ª Armata e Brześć dalla 3ª Armata.
18 settembre: il Presidente polacco Ignacy Mościcki e il Comandante in Capo Edward Rydz-Śmigły lasciano la Polonia e si rifugiano in Romania, ma su pressioni tedesche il governo romeno interna i membri del governo; le forze russe raggiungono Vilnius e Brest-Litovsk.
Incontro tra ufficiali tedeschi e sovietici
19 settembre: i sovietici conquistano Vilnius, e l'Armata Rossa si congiunge con le truppe tedesche a Brest-Litovsk. Il Führer entra a Danzica dove tiene un discorso politico conciliante nei confronti di Francia e Gran Bretagna.
La campagna di Polonia può considerarsi praticamente finita: d'ora in avanti non si avranno che grandi azioni di rastrellamento.
22 settembre: i sovietici conquistano Leopoli.
27 settembre: assediata e bombardata dal cielo Varsavia è costretta alla resa, vengono fatti prigionieri 160.000 uomini. I tedeschi entrano nella capitale polacca il 1º ottobre 1939.
28 settembre: uno degli ultimi nuclei di resistenza polacchi, composto da 4 divisioni accerchiate dal 10 settembre nella città di Modlin e nella zona di Kutno, si arrende.
30 settembre: si costituisce a Parigi il Governo polacco in esilio, con la nomina a Presidente di Władysław Raczkiewicz e Władysław Sikorski Comandante in Capo dell'esercito.

ottobre 1939

1º ottobre: i difensori arroccati nel porto militare della penisola di Hel si arrendono alle forze tedesche. Tre cacciatorpediniere e alcuni sommergibili polacchi riescono comunque a prendere il largo e rifugiarsi in Inghilterra.
2 ottobre: inizia l'ultima battaglia della campagna a Kock.
6 ottobre: termina la battaglia con la resa delle ultime forze polacche. Soffocate le ultime resistenze, la campagna di Polonia può considerarsi ufficialmente conclusa.
8 ottobre: la Germania si riannette di fatto i territori polacchi che le erano stati sottratti con il trattato di Versailles.
Più di 6 milioni di cittadini polacchi — circa il 21,4% della popolazione della Polonia — morì tra il 1939 e il 1945. 
Più del 90% delle morti avvenne per motivi non militari, dato che la gran parte dei civili venne bersagliata con azioni deliberate di tedeschi e sovietici. Quale delle due occupazioni abbia causato più vittime è ancora a oggi oggetto di controversie.
 

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La guerra dei coriandoli

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo che va dalla fine della campagna di Polonia all'avvio delle operazioni in Francia, e fu una sostanziale stasi nelle operazioni militari del conflitto.
Il periodo viene indicato in modo diverso nelle storiografie dei vari paesi coinvolti nel conflitto:
i tedeschi usarono i termini Sitzkrieg ("guerra seduta", un gioco di parole in contrapposizione con Blitzkrieg) e komischer Krieg ("guerra comica" o "guerra strana", dal doppio significato della parola),
i francesi drôle de guerre ("strana guerra"), ed i polacchi che la definirono dziwna wojna ("strana guerra").
Nel Regno Unito il periodo venne indicato perfino come bore war ("guerra noiosa", un gioco di parole con Boer war, guerra boera) o phoney war ("guerra finta" o "la guerra per finta") e twilight war ("guerra del crepuscolo" come disse Neville Chamberlain).
In Italia Mussolini lo definì guerra fittizia e nell'uso giornalistico  venne chiamata anche guerra dei coriandoli.

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La seconda guerra mondiale

Il periodo tra il 1939 e il 1945 vide contrapporsi da un lato le potenze dell'Asse e dall'altro i paesi Alleati.
Definito "mondiale" perchè vi parteciparono nazioni di tutti i continenti e le operazioni belliche interessarono gran parte del pianeta.
Iniziò il 1º settembre 1939 con l'attacco della Germania nazista alla Polonia e terminò, nel teatro europeo, l'8 maggio 1945 con la resa tedesca e in quello asiatico il successivo 2 settembre con la resa dell'Impero giapponese a seguito dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.
È considerato il più grande conflitto armato della storia, costato all'umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri per un totale di 55-60 milioni di morti. Le popolazioni civili si trovarono direttamente coinvolte nel conflitto a causa dell'utilizzo di armi sempre più potenti e distruttive (spesso deliberatamente adoperate contro obiettivi non militari) o perché invise all'occupante: ad esempio il Terzo Reich portò avanti con metodi scientifici l'Olocausto per annientare le genti di origine o etnia ebraica, (affiancando a questo sterminio l'uccisione in massa di Rom, Sinti,omosessuali, Testimoni di Geova, polacchi etc.), mentre gli Alleati bombardarono intensivamente con l'aviazione le città più grandi dello schieramento opposto.
Al termine della guerra l'Europa era distrutta e perse completamente il primato politico-economico mondiale, che fu assunto in buona parte dagli Stati Uniti; a essi si contrappose l'Unione Sovietica uscita vincitrice dal conflitto e il confronto tra le due superpotenze si sviluppò per oltre quarant'anni nello scenario noto come "guerra fredda".

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