Brigate nere

Corpo armato ausiliario formato da tutti gli iscritti al Partito fascista repubblicano (PFR) di età compresa fra i 18 e i 60 anni (ma si reclutano anche ragazzi tra i 14 e i 17 anni).
Nell'estremo tentativo di fronteggiare la crisi politico-militare dell'estate 1944, il 30 giugno 1944 Mussolini dà vita al corpo delle Camicie nere. La direzione del PFR si trasforma in ufficio di stato maggiore del corpo, le federazioni provinciali in brigate comandate dai responsabili politici locali. Le sedi dei Gruppi rionali fascisti diventano sedi dei comandi di compagnia. Unità di base è la squadra d'azione, 3 squadre formano una compagnia, 3 compagnie un battaglione e tre battaglioni una brigata. 
Comandante generale delle 39 Brigate nere che si costituiscono in altrettante province del territorio della RSI è il segretario del Partifo fascista repubblicano (PFR) Alessandro Pavolini. 
A Milano nasce la VIII Brigata nera Aldo Reesega, dal nome del segretario della Federazione milanese giustiziato dai GAP il 18 dicembre 1943. Suo comandante è il segretario federale, Vincenzo Costa. 
Impiegati unicamente nella repressione antipartigiana, i brigatisti neri (che la voce popolare chiama "briganti neri") ben presto si creano a Milano una triste fama, pari soltanto a quella della famigerata legione Muti o della banda Koch. 
Negli ultimi giorni della RSI Pavolini vaneggerà per le Brigate nere una disperata resistenza all'ultimo sangue nel fantomatico "ridotto della Valtellina", ma le sue camicie nere si dilegueranno al primo dilagare degli alleati nella pianura padana.

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