Banda Koch

Operante nella capitale dal gennaio 1944 come Reparto speciale di polizia della Questura di Roma, la banda Koch è certamente, per le ignominie commesse, quella più tristemente conosciuta tra le numerose bande parapoliziesche costituitesi autonomamente per la caccia a ebrei e resistenti, e poi assurte al rango di polizie speciali. 
Creata dall'ex sottotenente dei Granatieri di Sardegna, Pietro Koch, dopo aver operato a Roma in strettissima collaborazione con il colonnello Herbert Kappler - responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine -, nel giugno 1944 la banda, promossa a Reparto speciale di polizia della Direzione generale di Polizia, si trasferisce a Milano insediandosi in una villa in via Paolo Uccello 19, ben presto soprannominata Villa triste per le sevizie praticate sui detenuti politici.
Il 25 settembre 1944, nonostante la protezione del ministro degli Interni e della SIPO_SD germanica, a seguito delle denunce inviate dal cardinale Schuster a Mussolini, e soprattutto per conflittualità interne agli ambienti della RSI, il reparto viene sciolto manu armata dalla Muti e dalla Questura repubblicana e Koch e i suoi accoliti incarcerati a San Vittore.
Liberati il 23 aprile 1945 per intervento dei tedeschi, alcuni di loro saranno giustiziati dopo l'insurrezione.
Pietro Koch, condannato a morte dall'Alta Corte di Giustizia, sarà fucilato al poligono di tiro di Forte Bravetta (Roma) il 5 giugno 1945.

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