La carta della scuola fascista

È Giuseppe Bottai l'autore di una riforma della scuola davvero fascista. Nel 1939, quando era Ministro da già due anni Giovanni Bottai presenta a Mussolini e al Gran consiglio del fascismo la Carta della Scuola, un vero e proprio piano regolatore del sistema scolastico. Insieme alla "Carta del lavoro" e alla "Carta della Razza" doveva essere uno dei documenti fondamentali su cui si doveva fondare il modello sociale fascista. Le principali novità rispetto al sistema gentiliano è l'introduzione di nuove scuole. Al biennio superiore della scuola elementare viene cambiato nome in "Scuola del lavoro". La scuola media invece prevede tre filoni:1) la scuola professionale per chi era destinato ad essere inserito nel ceto impiegatizio; 2) la scuola artigiana per gli alunni dagli 11 ai 14 anni, destinata ai bambini provenienti dalle classi operaia e contadina, e 3) l'istituzione della scuola media con l'insegnamento del latino, per chi doveva essere avviato agli studi superiori. 

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