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I PASSI DELLA MEMORIA

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Mauthausen

Scala della MorteL'immagine di Mathausen che, forse, tra le altre, rimane impressa, è quella della "scala della morte": 186 gradini che decidevano della vita di migliaia di uomini. 
Al di sopra delle scale, monumenti di tante nazioni onorano, su un prato verde, i rispettivi caduti; ma un tempo, oltre 50 anni fa al posto di quel prato c'erano fango, pietre e morte. 
I monumenti e il prato sono sovrastati dal portone del campo che, con il suo filo spinato, ricorda il reticolato che, allora, era percorso da forti scariche elettriche per impedire la fuga dei condannati. 
All'interno del campo oggi vi sono rimaste solo poche baracche poiché i nazisti bruciarono le altre per non lasciare tracce. 
Le poche baracche rimaste, persino l'infermeria e la cucina, danno ancora oggi una sensazione di morte.
 
Il campo di concentramento di Mauthausen (cittadina nei pressi di Linz) fu costruito nell’agosto del 1938, appena 5 mesi dopo l’Anschluss, l’annessione dell’Austria al Reich tedesco (durante la prima guerra mondiale era stato sede di un campo di prigionia).
La zona di Mauthausen fu scelta come sede di un campo di concentramento per la sua vicinanza con una cava di granito. La DEST, società posseduta dalle SS (Schutzstaffel - reparti di difesa), acquistò le cave per sfruttarle commercialmente, anche in previsione del forte incremento nell’utilizzo di granito nei giganteschi monumenti progettati nelle città del Führer (tra le quali Linz).
Già dal 1939 iniziò lo sfruttamento della cava di pietra alla quale si accedeva attraverso la famigerata scala della morte, composta da 186 gradini irregolari e scivolosi.
Per le SS il campo di concentramento svolgeva due funzioni: serviva all’eliminazione dei nemici politici attraverso la detenzione, le violenze, le uccisioni arbitrarie (cosa che consentiva il mantenimento di un regime di terrore tra gli oppositori del nazismo, al di fuori del campo) e contemporaneamente era una fonte di profitti attraverso lo sfruttamento intensivo del lavoro dei deportati.
Mauthausen, il solo campo di concentramento classificato di classe 3 come campo di punizione e di annientamento attraverso il lavoro, divenne uno dei più terribili Lager nazisti. I prigionieri dovettero fare fronte a condizioni di detenzione inumane e lavorare come schiavi nelle cave. Le violenze, le brutalità, le punizioni disumane, la fame e le uccisioni costituivano elementi essenziali della vita quotidiana. Le uccisioni avvenivano in molte forme: attraverso le violenze dirette delle SS, le impiccagioni, le fucilazioni, le iniezioni al cuore, gli avvelenamenti e infine con il gas. Alcuni deportati furono semplicemente bagnati e lasciati gelare fino alla morte nel rigido inverno austriaco.
L’incremento della produzione bellica e gli sforzi compiuti dal nazismo di trasferire in gallerie sotterranee le produzioni delle fabbriche colpite dai bombardamenti alleati portarono a partire dal 1943 a un allargamento delle funzioni del campo. Una grande parte dei prigionieri fu destinata alla produzione degli armamenti in diversi campi satellite. Circa 200 mila persone di differenti nazionalità furono deportate a Mauthausen: oppositori politici, persone perseguitate per motivi religiosi, omosessuali, ebrei, zingari, prigionieri di guerra e anche criminali comuni. Circa la metà dei deportati furono uccisi o morirono a causa delle inumane condizioni di vita e di lavoro.
 
Gli studi dell’ex deportato Hans Marsalek sui deportati a Mauthausen hanno documentato il passaggio da questo luogo di tortura e di morte di 197.464 persone: 192.737 uomini e 4.727 donne. Al momento della liberazione (maggio 1945) si trovavano nei campi che facevano capo a Mauthausen circa 66.500 deportati (di cui 1.734 donne) molti dei quali in condizioni tali da non sopravvivere a lungo. Gli italiani deportati nel Lager furono più di 8 mila. Data l’alta mortalità dei prigioneri, nel maggio del 1940 entrò in funzione il forno crematorio e nel 1941 la camera a gas. Il 5 maggio 1945 giunse la terza armata americana nel campo, già liberato dal comitato clandestino internazionale. 

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