Shoah

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Era un venerdì di metà novembre del 1938, quando sulla prima pagina dei giornali apparve l’annuncio dell’approvazione delle leggi per la difesa della razza. Nello stesso giorno, in un piccolo riquadro c’era la notizia dell’assegnazione del Nobel per la fisica a Enrico Fermi, che lo ritirò e non tornò più in Italia.
Non tornarono più anche molti ebrei milanesi. 
Ma non tornarono più da Auschwitz. Erano partiti, in più di 600, dai sotterranei della Stazione Centrale, una mattina fredda e nebbiosa del 30 gennaio del 1944, in una Milano tranquilla e ancora addormentata. In dicembre, dallo stesso binario, ne partirono altri 250 e fino al maggio del 1944 molti ancora da lì furono deportati e uccisi.
In quei sotterranei oggi sorge il Memoriale della Shoah.
Per ricordarsi di ricordare.
 

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