Mappa Liberazione - mappa 1945

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24 aprile 19453gap w ore 11.40, Niguarda. Alcuni sappisti del 2° distaccamento Dino Giani della 110ª brigata Garibaldi Beppe Ottolenghi si dirigono verso viale Monza per la protezione di un comizio alla fabbrica Magnaghi. In piazza Belloveso si ritrovano sotto il fuoco di una pattuglia di repubblichini appostati dietro ai rifugi antiaerei e sono costretti a ritirarsi.
ore 12.30. Partigiani appartenenti alla Volante De Rosa della divisione Val Toce mettono in fuga i repubblichini già scontratisi con i sappisti del 2° distaccamento Dino Giani. 
ore 13.00 circa. Sul posto sopraggiunge una macchina con a bordo tre tedeschi che "chiedono il motivo del trambusto e per tutta risposta gli uomini della Volante sparano e li uccidono. Anche loro come i garibaldini si ritirano. Si discute sul da farsi".
ore 13.30. In via Graziano Imperatore viene fermato e requisito un autocarro della aeronautica militare. I militari vengono disarmati e lasciati liberi.
ore 14.45. I garibaldini chiedono al presidente della Cooperativa muratori di Niguarda l'autorizzazione a nascondere gli automezzi requisiti nel magazzino della cooperativa. Autorizzazione concessa.
ore 15.00 circa: Automezzi germanici in fuga giungono alle porte di Niguarda sparando all'impazzata e sfondano il posto di blocco garibaldino. Muore Gina Galeotti Bianchi (Lia), comunista, appartenente ai Gruppi di difesa della donna. E' il primo caduto partigiano dell'insurrezione. Era incinta di pochi mesi.
ore 16.15. Informati degli avvenimenti, il comandante provinciale delle brigate Garibaldi, Italo Busetto e Giovanni Brambilla, responsabile del lavoro militare all'interno del Comitato federale del Pci milanese, giungono a Niguarda per valutare la situazione e impartire direttive.
pogliani1 wore 17.00 circa. Riunitisi con il comandante, il commissario politico del 2° distaccamento e il responsabile della stampa e propaganda, Busetto e Brambilla li informano che l'indomani, su ordine del Comando generale delle brigate Garibaldi, scatterà la mobilitazione insurrezionale generale e chiedono loro di resistere fino all'alba.
ore 17.10. Bloccata una macchina con alcuni ufficiali tedeschi, ne viene ucciso uno che aveva opposto resistenza, gli altri vengono fatti prigionieri.
Alla Ca' di sass, fermato un camion che trasporta mattoni, sorge la prima barricata dell'insurrezione. E' vigilata da una squadra di garibaldini e dai primi volontari insurrezionali.
ore 17.30. Un autocarro di proprietà Città del Vaticano viene bloccato e condotto in via Ornato all'altezza di via Filicaia, si scaricano i sacchi di cemento trasportati e si innalza la seconda barricata.
ore 18.00. Sparatoria alla Ca' di sass con un'autocolonna germanica che tenta di forzare la barricata. Inferiori di numero e armamento, i garibaldini, per dare al nemico l'impressione di essere accerchiato, inviano una squadra all'interno del I padiglione dell'ospedale di Niguarda con il compito di effettuare dei tiri di disturbo. I tedeschi cercano riparo nei vicini rifugi antiaerei.
ore 18.30. Si organizzano e si dislocano squadre garibaldine per controllare i tedeschi e le vie di accesso a Niguarda. Un patriota muore maneggiando una bomba a mano.
ore 20.00. Il numero dei volontari in appoggio ai sappisti sale a 84 uomini. La Volante De Rosa controlla via Pallanzone. Dalle mura dell'oratorio elementi della Val Toce tengono sotto tiro i repubblichini e i miliziani fascisti francesi del collaborazionista Darnand acquartierati nelle casermette di viale Suzzani.
nella serata partigiani della 3ª brigata Garibaldi Gap si impadroniscono della caserma repubblichina di Niguarda, catturando il presidio e un sostanzioso bottino di armi e munizioni. 
Alla Ca' di sass, a intervalli, continuano fino al mattino brevi sparatorie con i tedeschi.

25 aprile 1945ore 10.00. Elementi della 113ª Garibaldi SAP, in collaborazione con alcuni gappisti, disarmano i militi di un posto di blocco recuperando tre mitra, tre fucili e una pistola Beretta.
ore 13.00. Inizia ufficialmente lo sciopero insurrezionale. In realtà in numerose fabbriche gli operai hanno già cominciato ad astenersi dal lavoro e aBrugnolotti2 w organizzare la difesa degli stabilimenti.
ore 13.00 il 2° distaccamento Dino Giani della 110ª brigata Garibaldi blocca Bresso e cattura e fucila il vicecomandante della brigata nera Aldo Resega, il comandante della compagnia Oberdan che ancora il 23 aprile in via Cadamosto aveva fatto fucilare il gappista Giancarlo Brugnolotti, e un altro brigatista nero già segnalato come criminale di guerra. Per tutto il pomeriggio vengono fermati, a volte con brevi scaramucce, automezzi nemici.

26 aprile 1945ore 05.00. Un'autocolonna tedesca giunta alle porte di Bresso si arrende al 2° distaccamento della 110ª brigata Garibaldi dopo una breve sparatoria.

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