Alleati della Seconda Guerra Mondiale

Paesi costituenti

In senso stretto, gli Alleati sono stati la Gran Bretagna assieme ai paesi che componevano l'Impero britannico e gli Stati Uniti d'America con i paesi loro alleati. La Francia, nonostante la parentesi che va dalla sconfitta del 1940 alla liberazione del 1944, è considerata una degli Alleati, come dimostra il fatto di aver ottenuto al termine del conflitto una zona di occupazione in Germania e di essere stata inclusa nel consiglio di sicurezza dell'ONU in qualità di potenza vincitrice.
Storicamente viene inclusa tra gli Alleati anche l'Unione Sovietica, anche se essa inizialmente, prima dell'attacco tedesco il 22 giugno 1941, si accordò con la Germania nazista con cui si spartì l'Europa Orientale sulla base del Patto Molotov-Ribbentrop; sul piano ideologico e di politica internazionale i sovietici rimasero sempre lontani dalle concezioni delle democrazie occidentali, mentre sul piano militare la collaborazione tra le tre maggiori potenze alleate fu spesso difficile e minata dalla diffidenza reciproca.
Viene inclusa, inoltre, la Cina Nazionalista, già in guerra col Giappone prima dell'inizio del conflitto e divenuta cobelligerante dopo l'attacco di Pearl Harbor.
Data la loro predominanza militare e politica, Regno Unito, Stati Uniti e Unione Sovietica sono noti tra gli Alleati come i «Tre Grandi».

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L'asse

Grandi potenze
Germania Germania: firmataria del patto anticomintern il 25 novembre 1936, del patto d'Acciaio il 22 maggio 1939 e del patto tripartito il 27 settembre 1940; entrò in guerra il 1º settembre 1939 con l'attacco alla Polonia, rimanendo nel conflitto fino alla sua resa il 9 maggio 1945.
bandiera Regno d'Italia: firmatario del patto d'Acciaio il 22 maggio 1939, del patto anticomintern il 6 novembre 1937 e del patto tripartito il 27 settembre 1940; entrò in guerra il 10 giugno 1940, rimanendo nell'Asse fino alla sua resa agli Alleati il 2 settembre 1943 (armistizio di Cassibile), per poi dichiarare guerra alla Germania il 13 ottobre 1943 e al Giappone il 14 luglio 1945.
Giappone Impero giapponese: firmatario del patto anticomintern il 25 novembre 1936 e del patto tripartito il 27 settembre 1940; entrò in guerra il 7 dicembre 1941, rimanendo nel conflitto fino alla sua resa il 2 settembre 1945.
 
Potenze secondarie
Ungheria Regno d'Ungheria: firmatario del patto tripartito il 20 novembre 1940, aderì al patto anticomintern il 25 novembre 1941; dopo aver partecipato all'invasione della Jugoslavia nell'aprile del 1941, dichiarò guerra all'URSS il 27 giugno seguente e agli Stati Uniti il 13 dicembre successivo; occupato dalla Germania nell'ottobre del 1944 per prevenirne la defezione, rimase formalmente nel conflitto fino alla resa della Germania il 9 maggio 1945.
Romania Regno di Romania: firmatario del patto tripartito il 23 novembre 1940, aderì al patto anticomintern il 25 novembre 1941; dichiarò guerra all'URSS il 22 giugno 1942 e a Stati Uniti e Regno Unito il 12 dicembre seguente; invaso dai sovietici nell'agosto del 1944, dopo un colpo di Stato che depose il dittatore Ion Antonescu il paese sottoscrisse un armistizio con gli Alleati il 12 settembre e dichiarò guerra a Germania e Ungheria il 25 settembre.
Bulgaria Regno di Bulgaria: firmatario del patto tripartito il 1º marzo 1941, aderì al patto anticomintern il 25 novembre 1941; entrò nel conflitto nell'aprile del 1941 quando partecipò alla spartizione della Jugoslavia, dichiarando poi guerra a Stati Uniti e Regno Unito il 12 dicembre seguente ma non all'URSS; invaso dai sovietici ai primi di settembre del 1944, dopo un colpo di Stato che abbatté il precedente governo il paese cambiò schieramento e dichiarò guerra alla Germania l'8 settembre 1944.
 
Nazioni cobelligeranti
Finlandia Finlandia: dopo aver dichiarato guerra all'URSS il 25 giugno 1941, aderì al patto anticomintern il 25 novembre 1941 ma non al patto tripartito, conducendo di fatto contro i sovietici una guerra autonoma e parallela a quella dell'Asse (guerra di continuazione); invasa dai sovietici nel giugno-agosto del 1944, sottoscrisse un armistizio con l'URSS il 19 settembre (armistizio di Mosca), scontrandosi poi con le forze tedesche rimaste nel paese (guerra di Lapponia).
Thailandia Thailandia: dopo essere stato invaso ai primi di dicembre del 1941, il paese sottoscrisse un'alleanza con il Giappone il 21 dicembre seguente e dichiarò guerra al Regno Unito e Stati Uniti il 25 gennaio 1942, partecipando poi in misura limitata alla campagna di Birmania; il paese rimase formalmente nel conflitto fino alla resa del Giappone il 2 settembre 1945.
Flag of Iraq (1921–1959).svg Regno dell'Iraq: un colpo di Stato condotto tra il 1º ed il 2 aprile 1941 pose alla guida del paese un regime pro-Asse capitanato da Rashid Ali al-Kaylani, fatto che provocò l'invasione da parte del Regno Unito il 2 maggio seguente; nonostante l'arrivo di unità aeree tedesche e italiane in rinforzo, gli iracheni furono rapidamente sconfitti e Rashid Ali deposto il 31 maggio 1941; il paese rimase poi assoggettato al Regno Unito fino alla fine delle ostilità.
 
Governi Manovrati

dalla Germania

Repubblica Slovacca Repubblica Slovacca: creata dalla Germania dopo il dissolvimento della Cecoslovacchia, rimase strettamente legata all'orbita tedesca firmando un trattato di protezione il 23 marzo 1939; il governo slovacco siglò poi il patto tripartito il 24 novembre 1940 e aderì al patto anticomintern il 25 novembre 1941. Truppe slovacche parteciparono alla campagna di Polonia nel 1939 e all'invasione dell'URSS nel 1941, e il paese dichiarò guerra a Regno Unito e Stati Uniti nel 1942; con l'avvicinarsi delle forze sovietiche, sul finire dell'agosto del 1944 parte delle forze armate slovacche insorsero contro il regime collaborazionista al potere, ma furono rapidamente sconfitte dai tedeschi e la nazione rimase sotto occupazione militare fino alla conclusione delle ostilità; la repubblica slovacca fu dissolta alla fine della guerra e riassorbita nella ricostituita Cecoslovacchia.
Serbia Serbia: governo civile collaborazionista sotto il generale Milan Nedić (dopo una prima esperienza sottoMilan Aćimović tra l'aprile e l'agosto 1941) istituito dalla Germania nel settembre del 1941 sui territori della Serbia occupata, godette sempre di scarsissima autonomia, con il potere vero concentrato nelle mani di una amministrazione militare tedesca ("Territorio del comando militare in Serbia"); l'entità si dissolse nell'ottobre del 1944 con la ritirata dalla Serbia dei reparti tedeschi.
Naval Ensign of Russia.svg Repubblica di Lokot: amministrazione collaborazionista istituita dalla Germania nel novembre del 1941 su alcuni territori della Russia occidentale (zone degli attuali Oblast' di Orël e Oblast' di Brjansk), era retta da un governo anti-comunista e disponeva di proprie forze armate (Russkaja osvoboditel'naja armija), anche se di fatto non era più di uno stato fantoccio controllato dalla Germania e dotato di scarsa autonomia; la repubblica si dissolse nell'agosto del 1943 con la riconquista dei suoi territori da parte dell'URSS.
Bielorussia Consiglio Centrale Bielorusso: entità collaborazionista istituita dalla Germania nel marzo del 1943 sui territori della Bielorussia occupati, godette di scarsa autonomia ed era di fatto assoggettato al controllo dell'amministrazione tedesca locale (Reichskommissariat Ostland); si dissolse nel luglio del 1944 con la riconquista dei sui territori da parte dell'URSS.
Flag of Albania (1943-1944).svg Regno d'Albania: governo collaborazionista dei tedeschi istituito in Albania il 14 settembre 1943 dopo l'occupazione del paese, proclamò la sua indipendenza il 13 luglio 1944 sotto l'egida della Germania, benché si dichiarasse formalmente neutrale; si dissolse nel novembre del 1944 con la ritirata delle forze tedesche e la presa del potere da parte dei locali movimenti partigiani comunisti.
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana: dopo l'invasione tedesca dell'Italia e la liberazione di Mussolini dalla sua prigionia, lo stato fu proclamato il 23 settembre 1943 nei territori dell'Italia centrale e settentrionale, anche se di fatto fu sempre fortemente soggetto alla Germania; la RSI si dissolse all'indomani della resa tedesca in Italia il 2 maggio 1945.
Ucraina Comitato Nazionale Ucraino: costituito in Germania nel marzo del 1945 come "governo in esilio dell'Ucraina", era l'entità politica che controllava l'"Esercito Nazionale Ucraino" (Ukraïns'ka Nacional'na Armija), formazione che riuniva le unità ucraine collaborazioniste fuggite dopo la riconquista sovietica dell'Ucraina; l'entità si dissolse alla fine della guerra.
 
Stati simpatizzanti
Spagna Spagna: retta dal governo autoritario di Francisco Franco, già supportato dall'Asse durante la guerra civile, inviò un contingente di volontari (Divisione Blu) a combattere con le forze tedesche sul fronte orientale e più in generale mantenne a lungo un atteggiamento di sostegno agli sforzi bellici italo-tedeschi, pur continuando a rimanere neutrale.
Francia di Vichy Francia di Vichygoverno autoritario in carica dal 10 luglio 1940 al 20 agosto 1944 insediatosi dopo la resa della Francia alla Germania, ufficialmente neutrale ma sottoposto nel territorio metropolitano non occupato a forti pressioni tedesche; l'intero paese venne poi occupato dai tedeschi e dagli italiani l'11 novembre 1942.
San Marino San Marino: retto da un governo fascista in stretti legami con l'Italia, rimase tuttavia neutrale per gran parte del conflitto; occupato dai tedeschi, fu poi liberato dalle forze alleate nel settembre del 1944.
 
Nazioni occupate
Norvegia Norvegia Danimarca Danimarca Grecia Grecia Belgio Belgio Lussemburgo Lussemburgo Francia Francia Paesi Bassi Paesi Bassi Flag of Poland.svg Polonia

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Campagna di Polonia

L'invasione della Polonia, perpetrata in un primo tempo dalla Germania (settembre 1939), e successivamente anche dall'Unione Sovietica dalla parte orientale del paese in ossequio degli accordi segreti del patto Molotov-Ribbentrop.

settembre 1939

1º settembre: alle ore 4,45 l'esercito tedesco varca la frontiera polacca con 53 divisioni, è scattato il piano Fall Weiß ("piano Bianco") ossia l'invasione della Polonia che coincide con l'inizio della seconda guerra mondiale. Nel porto di Danzica la Schleswig-Holstein apre il fuoco contro l'arsenale della marina polacca di Westerplatte, lo stesso 1º settembre Danzica viene annessa al Reich anche se l'atto ufficiale di integrazione nello Stato tedesco avverrà il 1º novembre.
2 settembre: i tedeschi dilagano in tutta la Polonia; le forze provenienti dalla Germania si congiungono con quelle uscite dalla Prussia orientale. La 10ª Armata tedesca raggiunge il fiume Warta, in 36 ore è penetrata di 80 km in territorio polacco, intanto la Luftwaffe conquista il dominio dei cieli e distrugge gran parte degli aerei polacchi. Alle ore 22,30 da Londra viene inviato un telegramma all'ambasciatore inglese a Berlino in cui si danno disposizioni circa l'ultimatum da consegnare al governo tedesco.
3 settembre: L'Armata polacca di Poznan lancia una serie di attacchi contro l'8. Armata tedesca. Gli attacchi ai fianchi dell'avanzata tedesca vengono respinti. Francia e Gran Bretagna entrano in guerra contro la Germania.
4 settembre: la battaglia di Mlawa si conclude con la ritirata dell'Armata polacca di Modlin.
5 settembre: i tedeschi forzano la linea della Vistola e si apprestano a superare il fiume Narew e il Bug Occidentale. Le forze polacche attorno a Piotrków si arrendono alla 10ª Armata tedesca.
6 settembre: la 3ª e 4ª Armata del Gruppo armate nord e l'8ª e la 10ª del Gruppo sud puntano verso Varsavia, la 14ª Armata conquista Cracovia e marcia verso la frontiera romena. Il comando polacco dirama l'ordine di ritirata generale sulla linea Narew-Vistola-San. Durante la notte il governo polacco lascia Varsavia per trasferirsi nella regione Luck-Krzemieniec, mentre il comando supremo si trasferisce a Brzesko sul fiume Bug.
7 settembre: l'assedio di Westerplatte si conclude con la resa delle forze polacche. L'Alto Comando Polacco si trasferisce da Brześć a Varsavia. Le difese lungo il Narew vengono ritirate lungo la riva del fiume Bug. Tarnów viene circondata dalla 14ª Armata tedesca.
Colonna tedesca entra nel villaggio nei sobborghi di Częstochowa
8 settembre: inizia l'assedio di Varsavia con le forze tedesche che raggiungono i sobborghi della città. Iniziano una serie di pesanti bombardamenti aerei da parte della Luftwaffe. Viene ridotta lentamente la sacca di Radom dalle truppe della 14. Armata.
8-11 settembre: si svolge la battaglia di Radom, un centinaio di km a sud di Varsavia. I tedeschi fanno prigionieri 60.000 polacchi.
9 settembre: ore 7; la 4ª Panzerdivision sferra il suo primo attacco contro Varsavia ma dopo tre ore di combattimento viene respinta sulle posizioni di partenza.

11 settembre: l'Alta Slesia è completamente in mano tedesca.

 

12 settembre: Białystok viene circondata dalla 3ª Armata tedesca.
12-18 settembre: l'armata polacca che avrebbe dovuto marciare verso Berlino, opera un imprevisto dietro-front nel tentativo di cogliere sul fianco l'8ª armata tedesca. Ha inizio la battaglia del fiume Bzura, nella quale i tedeschi chiudono in una "sacca" 19 divisioni polacche e fanno prigionieri 170.000 uomini.
13 settembre: la linea difensiva sulla Vistola viene oltrepassata dalle forze della Wehrmacht, che attraversano il fiume a sud di Varsavia.
14 settembre: i tedeschi catturano Gdynia. Siedice viene conquistata dalla 3ª Armata.
15 settembre: Przemysl viene presa dalla 14ª Armata tedesca.
16 settembre: Varsavia è accerchiata dalle truppe tedesche, Hitler ordina di considerare la città come una fortezza e di impiegare l'artiglieria e l'aviazione per conquistare la città. Il grosso dell'esercito polacco concentrato tra Leopoli e Chelm comprendente 38 divisioni di fanteria, 11 brigate di cavalleria e 2 brigate motorizzate, viene annientato.
17 settembre: si apre il fronte orientale, l'URSS dà via libera alle sue truppe di procedere con l'occupazione della Polonia orientale. Brest-Litovsk viene occupata dai tedeschi e in ossequio alle clausole segrete del patto di non aggressione del 23 agosto, sgomberano città e regioni già occupate come Leopoli. Kutno viene accerchiata dall'8ª Armata e Brześć dalla 3ª Armata.
18 settembre: il Presidente polacco Ignacy Mościcki e il Comandante in Capo Edward Rydz-Śmigły lasciano la Polonia e si rifugiano in Romania, ma su pressioni tedesche il governo romeno interna i membri del governo; le forze russe raggiungono Vilnius e Brest-Litovsk.
Incontro tra ufficiali tedeschi e sovietici
19 settembre: i sovietici conquistano Vilnius, e l'Armata Rossa si congiunge con le truppe tedesche a Brest-Litovsk. Il Führer entra a Danzica dove tiene un discorso politico conciliante nei confronti di Francia e Gran Bretagna.
La campagna di Polonia può considerarsi praticamente finita: d'ora in avanti non si avranno che grandi azioni di rastrellamento.
22 settembre: i sovietici conquistano Leopoli.
27 settembre: assediata e bombardata dal cielo Varsavia è costretta alla resa, vengono fatti prigionieri 160.000 uomini. I tedeschi entrano nella capitale polacca il 1º ottobre 1939.
28 settembre: uno degli ultimi nuclei di resistenza polacchi, composto da 4 divisioni accerchiate dal 10 settembre nella città di Modlin e nella zona di Kutno, si arrende.
30 settembre: si costituisce a Parigi il Governo polacco in esilio, con la nomina a Presidente di Władysław Raczkiewicz e Władysław Sikorski Comandante in Capo dell'esercito.

ottobre 1939

1º ottobre: i difensori arroccati nel porto militare della penisola di Hel si arrendono alle forze tedesche. Tre cacciatorpediniere e alcuni sommergibili polacchi riescono comunque a prendere il largo e rifugiarsi in Inghilterra.
2 ottobre: inizia l'ultima battaglia della campagna a Kock.
6 ottobre: termina la battaglia con la resa delle ultime forze polacche. Soffocate le ultime resistenze, la campagna di Polonia può considerarsi ufficialmente conclusa.
8 ottobre: la Germania si riannette di fatto i territori polacchi che le erano stati sottratti con il trattato di Versailles.
Più di 6 milioni di cittadini polacchi — circa il 21,4% della popolazione della Polonia — morì tra il 1939 e il 1945. 
Più del 90% delle morti avvenne per motivi non militari, dato che la gran parte dei civili venne bersagliata con azioni deliberate di tedeschi e sovietici. Quale delle due occupazioni abbia causato più vittime è ancora a oggi oggetto di controversie.
 

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La guerra dei coriandoli

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo che va dalla fine della campagna di Polonia all'avvio delle operazioni in Francia, e fu una sostanziale stasi nelle operazioni militari del conflitto.
Il periodo viene indicato in modo diverso nelle storiografie dei vari paesi coinvolti nel conflitto:
i tedeschi usarono i termini Sitzkrieg ("guerra seduta", un gioco di parole in contrapposizione con Blitzkrieg) e komischer Krieg ("guerra comica" o "guerra strana", dal doppio significato della parola),
i francesi drôle de guerre ("strana guerra"), ed i polacchi che la definirono dziwna wojna ("strana guerra").
Nel Regno Unito il periodo venne indicato perfino come bore war ("guerra noiosa", un gioco di parole con Boer war, guerra boera) o phoney war ("guerra finta" o "la guerra per finta") e twilight war ("guerra del crepuscolo" come disse Neville Chamberlain).
In Italia Mussolini lo definì guerra fittizia e nell'uso giornalistico  venne chiamata anche guerra dei coriandoli.

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La seconda guerra mondiale

Il periodo tra il 1939 e il 1945 vide contrapporsi da un lato le potenze dell'Asse e dall'altro i paesi Alleati.
Definito "mondiale" perchè vi parteciparono nazioni di tutti i continenti e le operazioni belliche interessarono gran parte del pianeta.
Iniziò il 1º settembre 1939 con l'attacco della Germania nazista alla Polonia e terminò, nel teatro europeo, l'8 maggio 1945 con la resa tedesca e in quello asiatico il successivo 2 settembre con la resa dell'Impero giapponese a seguito dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.
È considerato il più grande conflitto armato della storia, costato all'umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri per un totale di 55-60 milioni di morti. Le popolazioni civili si trovarono direttamente coinvolte nel conflitto a causa dell'utilizzo di armi sempre più potenti e distruttive (spesso deliberatamente adoperate contro obiettivi non militari) o perché invise all'occupante: ad esempio il Terzo Reich portò avanti con metodi scientifici l'Olocausto per annientare le genti di origine o etnia ebraica, (affiancando a questo sterminio l'uccisione in massa di Rom, Sinti,omosessuali, Testimoni di Geova, polacchi etc.), mentre gli Alleati bombardarono intensivamente con l'aviazione le città più grandi dello schieramento opposto.
Al termine della guerra l'Europa era distrutta e perse completamente il primato politico-economico mondiale, che fu assunto in buona parte dagli Stati Uniti; a essi si contrappose l'Unione Sovietica uscita vincitrice dal conflitto e il confronto tra le due superpotenze si sviluppò per oltre quarant'anni nello scenario noto come "guerra fredda".

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