I passi della memoria

Bella Ciao Milano si propone di far conoscere alle nuove generazioni le vicende storiche, il sacrificio e le passioni politiche che animarono gli uomini e le donne della Resistenza unitamente ai valori di libertà e democrazia all’origine della Repubblica italiana e dell’Europa unita. Intende inoltre promuovere e divulgare il ruolo che Milano e la sua area metropolitana hanno avuto nella Resistenza italiana ed europea al nazifascismo.
Bella Ciao Milano promuove la ricerca storica, iniziative celebrative e di conservazione della memoria, la comunicazione e la divulgazione del ruolo storico della Resistenza italiana ed europea anche attraverso la sperimentazione di strumenti e linguaggi innovativi.
 

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links sulla resistenza

Fondazione Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea.
Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. Contiene l’elenco e gli indirizzi internet degli Istituti associati, la banca dati archivistica, pagine di didattica della storia del Novecento e altro ancora.
Centro Studi della Resistenza, il primo portale della guerra di liberazione, contenente schede storiche, bibliografie, foto, risorse on line su resistenza, fascismo, antifascismo, II guerra mondiale, Costituente e Repubblica.
Archivio nazionale cinematografico della Resistenza (biblioteca, cineteca, videoteca).
Centro Documentazione Storica, realizza un percorso per quanto possibile sistematico e integrato di presentazione dell’apparato monumentale della città di Cinisello Balsamo.
Interamente dedicato alla storia della famiglia Cervi. Informazioni sull'Istituto Alcide Cervi e sul Museo. Contiene anche indicazioni su laboratori e percorsi didattici.
Il sito offre informazioni sull’attività e sul patrimonio documentario della fondazione biblioteca archivio Luigi Micheletti di Brescia e sul Museo dell’industria e del lavoro promosso dalla fondazione.
Il sito, che si propone anche come luogo di dibattito, contiene abstract di Giovanni Contini, Paolo Pezzino, Alessandro Portelli e Paolo Paoletti sulle stragi naziste.
Sito ufficiale dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (ANPI).
Sito ufficiale della Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane (FIAP).
A.I.C.V.A.S.: Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna.
Sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Ex Deportati Politici nei campi nazisti.
Museo storico della Resistenza di Sant'Anna di Stazzema (pagine in costruzione).
Estratti del mensile "Appunti", redatto dall’ex comandante partigiano Nemo Polliotti. Resistenza, Chiesa valdese e partigianato, crimini nazifascisti e altro ancora.
Sito dei Circoli giovanili ANPI, contiene anche una galleria fotografica con una cinquantina di immagini di carattere resistenziale.
Guerra, Resistenza, Liberazione. Progetto di ipertesto per la didattica della storia realizzato dall'Università di Bologna, dal Comune di Bologna e dal Comune di Cesena.
Contiene i risultati delle ricerche condotte dal Dipartimento di discipline storiche dell'Università di Bologna sulle azioni partigiane e le stragi nazifasciste avvenute in Emilia Romagna dall'8 settembre 1943 al 30 aprile 1945.

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Fonti Archivistiche e bibliografiche

Fonti archivistiche

Archivio di Stato di Milano

Fondo Gabinetto di Prefettura

Fondazione Istituto per la storia dell'età contemporanea (ISEC) - onlus

Fondo ANPI Milano
Fondo ANPI Niguarda
Fondo O. Fontanella, II versamento
Fondo B. Cerasi
Fondo Federazione milanese Pci, Ufficio quadri, Commissione di controllo
Piccoli Fondi, carte 4ª divisione Garibaldi Sap
Piccoli Fondi, carte V. Pulici
Piccoli Fondi, carte A. Valtorta
Piccoli Fondi, carte L. Maradini
Piccoli Fondi, carte A. Mori

Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia

Fondo Corpo volontari della libertà

Public Record Office (Londra)

Atti della 78ª Sezione dello Special Investigation Branch, aprile-maggio 1946, WO 310/204.

Fonti bibliografiche

AA.VV., Fascismo e antifascismo (1936-1948). Lezioni e testimonianze, Milano, Feltrinelli,      1962.
AA.VV., Milano fra guerra e dopoguerra, Bari, De Donato editore, 1979.
Aldo Aniasi, Parri. L'avventura umana militare e politica di Maurizio, Torino, Nuova ERI, 1991.
ANPI di Milano (a cura dell'), I martiri della libertà, s.d. (ma 1946).
ANPI sezione Calvairate, "1943-1945". La Resistenza nel Quartiere Calvairate, s.d.
Archivio di Stato di Milano, Che c'è di nuovo? Niente: la guerra. Donne e uomini del milanese  di fronte alle guerre 1885-1945, Milano, Edizioni Gabriele Mazzotta, 1997.
Carli Ballola, La Resistenza armata, 1943-1945, Milano, Edizioni del Gallo, 1965 .
Giovanni Barbareschi (a cura di), Memoria di sacerdoti "ribelli per amore", Milano, Centro Ambrosiano di Documentazione e Studi religiosi, 1986.
Roberto Battaglia, Storia della Resistenza italiana, Torino, Einaudi, 1964 .
Amelia Belloni, Giuseppe Bicchierai sacerdote e manager a Milano (1898-1987), Milano, Franco Angeli, 1999.
Cesare Bermani, "Il rosso libero". Corrado Bonfantini organizzatore delle Brigate "Matteotti", Milano, Fondazione Anna Kuliscioff, 1995.
Mario Bertelloni, Sergio Kasman. La primula rossa della Resistenza, Milano, Res Editrice, 1984.
Gianfranco Bianchi (a cura di), dalla Resistenza. Uomini eventi idee della lotta di Liberazione in Provincia di Milano, Curnasco di Treviolo, Tip. Bertoni, 1969.
Giorgio Bocca, Storia dell'Italia partigiana, Bari, Laterza, 1977.
Giorgio Bocca, La repubblica di Mussolini, Bari, Laterza, 1977.
Luigi Bonomini e altri (a cura di), Riservato a Mussolini. Notiziari giornalieri della Guardia nazionale repubblicana novembre 1943-giugno 1944, Milano, Feltrinelli, 1974.
Luigi Borgomaneri, Due inverni, un'estate e la rossa primavera. Le Brigate Garibaldi a Milano e provincia 1943-1945, Milano, Franco Angeli, 1995.
Luigi Borgomaneri, Hitler a Milano. I crimini di Theo Saevecke capo della Gestapo, Roma, Datanews, 1997.
Italo Busetto, Brigate Garibaldi baciate dalla gloria le prime nella lotta le prime alla vittoria. Cronache milanesi di lotta partigiana, Milano, 1951.
Franco Catalano, Storia del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, Milano, Bompiani, 1975.
Libero Cavalli-Carlo Strada, Il vento del Nord. Materiali per una storia del Psiup a Milano 1943-1945, Milano, Franco Angeli, 1982.
Camilla Cederna,Martina Lombardi, Marilea Somaré, Milano in guerra, Milano, Feltrinelli, 1979.
Enzo Collotti, L'amministrazione tedesca dell'Italia occupata, Milano, Lerici Editori, 1963.
Comune di Milano, La nostra Resistenza, Milano, Industrie Grafiche Italiane Stucchi, 1964.
Vincenzo Costa, L'ultimo federale. Memorie della guerra civile 1943-1945, Bologna, Società editrice il Mulino, 1997.
Frederick William Deakin, The Brutal Friendship. Mussolini, Hitler and the Fall of Italian Fascism, London, Weidenfeld & Nicolson, 1962 (tradotto in lingua italiana con il titolo: Storia della Repubblica di Salò, Torino, Einaudi, 1963).
Giovanni De Luna-Adolfo Mignemi (a cura di), Storia fotografica della Repubblica Sociale Italiana, Torino, Bollati Boringhieri, 1977.
Dizionario storico geografico della Resistenza, Torino, Einaudi, 2001.
Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, Milano, La Pietra, 1976.
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Franco Fucci, Spie per la libertà. I Servizi segreti della Resistenza italiana, Milano, Mursia, 1983.
Giovanni Ferro, Milano capitale dell'antifascismo, Milano, Mursia, 1885.
Franco Fucci, Le polizie di Mussolini. La repressione dell'antifascismo nel ventennio, Milano, Mursia, 1985.
Luigi Ganapini, Milano, in AA.VV, Operai e contadini nella crisi italiana del 1943/1944, Milano, Feltrinelli, 1974.
Luigi Ganapini, Una città, la guerra: lotte di classe. Ideologie e forze politiche a Milano 1939-1951, Milano, Franco Angeli, 1988.
Luigi Ganapini, La repubblica delle camicie nere, Milano, Garzanti, 1999.
Massimiliano Griner, La Banda Koch. Il Reparto speciale di polizia 1943-44, Torino, Bollati Boringhieri, 2000.
Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, Le Brigate Garibaldi nella 1943. Documenti giugno-novembre 1944, (A cura di Gabriella Nisticò), Milano, Felrinelli, 1979.
Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, Le formazioni GL nella Resistenza: documenti settembre 1943-aprile 1945, (A cura di Giovanni De Luna), Milano, Angeli, 1985.
Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, Atlante storico geografico della Resistenza, Milano, Mondadori, 2001.
Istituto milanese per la storia della Resistenza e del movimento operaio, Milano nella Resistenza. Bibliografia e cronologia marzo 1943-maggio 1945, Milano, Vangelista editore, 1975.
Lutz Klinkhammer, L'occupazione tedesca in Italia 1943-1945, Torino, Bollati Boringhieri, 1993.
Ricciotti Lazzero, Le brigate nere, Milano, Rizzoli, 1983.
Ricciotti Lazzero, Le SS italiane, Milano, Rizzoli, 1982.
Ricciotti Lazzero, La Decima Mas. La compagnia di ventura del "principe nero", Milano, Rizzoli, 1984.
Aurelio Lepre, La storia della Repubblica di Mussolini. Salò: il tempo dell'odio e della violenza, Milano, Mondatori, 1999.
Luigi Longo, Un popolo alla macchia, Roma, Editori Riuniti, 1946.
Aldo Lualdi, La banda Koch. Un aguzzino al servizio del regime, Milano, Bompiani, 1972.
Alfredo Malgeri, L'occupazione di Milano e la liberazione, Milano, 1947.
Gianni Oliva, La resa dei conti, Milano, Mondadori, 1999.
Roy Palmer Domenico, Italian fascists on Trial, The University of North Carolina Press, 1991 (tradotto in lingua italiana con il titolo: Processo ai fascisti, Milano, Rizzoli, 1996).
Claudio Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza, Torino, Bollati Boringhieri, 1991.
Franco Pedone, Storia della Resistenza in date, Milano, Teti Editore, 1995.
Giovanni Pesce, Quando cessarono gli spari. 23 aprile-6 maggio 1945: la liberazione di Milano, Milano, Feltrinelli, 1977.
Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall'Italia (1943-1945), Milano, Mursia, 1991.
Liliana Picciotto Fargion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943-1945. Persecuzione e deportazione, Milano, Arcadia dizioni, 1992.
Giorgio Pisanò, Storia della guerra civile in Italia (1943-1945), Roma, Ediz. Visto, 1980.
Luigi Pestalozza, Processo alla Muti, Milano, Feltrinelli, 1956.
Achille Rastelli, Bombe sulla città. Gli attacchi alleati: le vittime civili a Milano, Milano, Mursia, 2000.
Icilio Ripamonti, L'insurrezione alla Pirelli, Milano, 1946.
Adolfo Scalpelli, Scioperi e guerriglia in Val Padana (1943-1945), Urbino, Argalìa Editore, 1972.
Adolfo Scalpelli, Il generale e il politico. La disarmonia del potere nel Comando piazza di Milano (1944-1945), Milano, Franco Angeli, 1985.
Gerhard Schreiber, Deutsche Kriegsverbrechen in Italien, München, C. H. Bech'sche Verlagsbuchhandlung, 1996 (tradotto in lingua italiana con il titolo: La vendetta tedesca 1943-1945. Le rappresaglie naziste in Italia, Milano, Mondadori, 2000).
Ildefonso Schuster, Gli ultimi tempi di un regime, Milano, La Via, 1946.
Pietro Secchia, Aldo dice 26 x 1. Cronistoria del 25 aprile 1945, Milano, Feltrinelli, 1963.
Pietro Secchia-Cino Moscatelli, Il Monte Rosa è sceso a Milano, Torino, Einaudi, 1958.
Pietro Secchia e Filippo Frassati, Storia della Resistenza, Roma, Editori Riuniti, 1965.
Enrico Serra, Tempi duri, Bologna, Società editrice il Mulino, 1996.
Edio Vallini, Guerra sulle rotaie. Contributo da una storia della Resistenza, Milano, Lerici editori, 1964.
Hans Woller, Die Abrechnung mit dem Fascismus in Italien, 1943 bis 1948, München, Oldenburg, 1996 (tradotto in lingua italiana con il titolo: I conti con il fascismo. L'epurazione in Italia 1943-1948, Bologna, Società editrice Il Mulino, 1997.

Memorialistica

Giorgio Amendola, Lettere da Milano, Roma, Editori Riuniti, 1974.
Walter Audisio, In nome del popolo italiano, Milano, Teti editore, 1975.
Vittorio Bardini, Storia di un comunista, Firenze, Guaraldi editore, 1977.
Amerigo Clocchiatti, Cammina frut, Milano, Vangelista editore, 1972.
Giancarlo Paletta, Il ragazzo rosso va alla guerra, Milano, Mondatori, 1986.
Giovanni Pesce, Senza tregua. La guerra dei GAP, Milano, Feltrinelli, 1967.
Piero Sebastiani, La mia guerra, Milano, Mursia, 1998.
Giovan Battista Stucchi, Tornim a baita, Milano, Vangelista, 1976.
Alessandro Vaia, Da galeotto a generale, Milano, Teti Editore, 1977.
Leo Valiani, Tutte le strade conducono a Roma, Firenze, La Nuova Italia, 1947.

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Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (Clnai)

Il Comitato di liberazione nazionale Alta italia (Clnai) ha svolto il ruolo di guida politica e organizzativa della guerra partigiana nell'Italia settentrionale. Molti dei membri del futuro Comitato di liberazione partecipano, fin dall'agosto 1943, a riunioni periodiche che si svolgono in casa di antifascisti milanesi (Giustino Arpesani, Tommaso Gallarati Scotti, Adolfo Tino) in seguito alle quali si forma il Comitato interpartitico o Comitato delle opposizioni con il compito di collegarsi con gli altri comitati dell'Italia settentrionale, dirigere la lotta armata e dare disposizioni alle classi lavoratrici.
Il Comitato di Milano assume ben presto un ruolo di guida nel nuovo quadro politico e funge da stimolo al Comitato di Roma chiedendo (23 agosto 1943) la firma dell'armistizio e, in caso di opposizione da parte del governo Badoglio, la sostituzione dello stesso.
Dopo l'8 settembre il Comitato, divenuto Comitato di liberazione nazionale (Cln) di Milano, acquista una posizione di rilievo nell'organizzazione politica e militare della guerra di liberazione dell'Italia occupata.
Il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (Clnai) nasce per filiazione diretta dal Cln di Milano.
La sua costituzione, datata 7 febbraio 1944, su delega del Comitato centrale di liberazione nazionale (Ccln), è comunicata ai Cln regionali il 3 marzo successivo.
Il Ccln attribuisce al Clnai il ruolo di governo straordinario del Nord e di rappresentante del governo centrale nel territorio occupato con il compito di dirigere e organizzare il movimento partigiano.
Nel Clnai sono rappresentati i seguenti partiti: PdA (Vittorio Albasini Scrosati, Riccardo Lombardi, Ferruccio Parri), Pci (Giuseppe Dozza e Gerolamo Li Causi), Pdc (Enrico Casò, Enrico Falck), Pli (Giustino Arpesani, Luigi Casagrande e Raimondo Collino Pansa), Psiup (Roberto Veratti e Domenico Viotto).
Tale iniziale composizione viene parzialmente modificata nel corso del tempo in conseguenza delle vicende politiche e militari. Nei primi mesi del 1944 si definiscono i poteri del Comitato di liberazione nazionale Alta Italia e vengono costituiti il Comitato militare e il Comitato finanziario.
Il primo, facente capo a Ferruccio Parri, col compito di organizzare e dirigere la lotta armata in coordinamento con le altre regioni, il secondo affidato a Alfredo Pizzoni e Enrico Falck.
Nel primo semestre del 1944 si articolano poi ulteriori strutture organizzative: viene creata la Delegazione in Svizzera, incaricata di tenere i rapporti con gli alleati, di provvedere ai finanziamenti e alla propaganda, le Commissioni economica, finanziaria, legislativa, organizzativa e il Comitato stampa.
A partire dall'agosto 1944 il Clnai inizia una intensa attività legislativa (ben documentata nel volume curato da Gaetano Grassi "Verso il governo del popolo". Atti e documenti del Clnai 1943/1946) e promuove le condizioni per il rinnovamento delle antiche e autoritarie strutture amministrative favorendo la ramificazione dei Cln a livello comunale, rionale, aziendale e di categoria con l'intento di far assumere ad essi funzioni di governo al momento della liberazione in modo da far trovare agli alleati la vita civile organizzata e funzionante, sventando il pericolo di incarichi a funzionari del periodo fascista.
A partire dal settembre 1944 il Clnai è costituito da Emilio Sereni per il Pci, Leo Valiani per il PdA, Achille Marazza e Augusto De Gasperi per la Dc, Giustino Arpesani per il Pli, Rodolfo Morandi, Giorgio Marzola e Sandro Pertini per il Psiup mentre, per tutto il periodo clandestino, la presidenza è nelle mani di Alfredo Pizzoni.
Tale composizione resta sostanzialmente immutata fino al 25 aprile 1945. Nell'ottobre 1944 verranno accolti nel Clnai (e in tutti i comitati periferici) anche rappresentanti delle organizzazioni di massa: il Fronte della gioventù e i Gruppi di difesa della donna.
Nel dicembre 1944 una missione del Comitato composta da Alfredo Pizzoni, Feruccio Parri, Giancarlo Pajetta e Edgardo Sogno si reca al Sud per trattare con il Governo di Roma e con gli Alleati ed ottenere il riconoscimento formale del Clnai come rappresentante del Governo italiano nell'Italia occupata ed unico organo direttivo dell'attività resistenziale, oltre a più consistenti aiuti economici.
Il Clnai guida l'insurrezione delle forze partigiane nell'aprile 1945 e garantisce l'ordine pubblico e la difesa degli impianti nei territori occupati, obiettivi di massimo interesse per il Comando alleato.
Nell'immediato dopoguerra, il Clnai organizza l'amministrazione e la ripresa della vita civile e produttiva del Nord Italia, promuove e controlla l'epurazione, la nomina dei diversi commissari e l'attività assistenziale e rivendica con forza la formazione di un governo che sia espressione dei Comitati di liberazione e che garantisca un radicale rinnovamento della direzione politica del paese.
Al proprio interno si dota di una struttura adeguata ad affrontare i nuovi compiti amministrativi ed economici: il 18 maggio 1945 crea la Commissione organizzativa con i seguenti uffici Epurazione, Avocazione profitti di regime, Commissari, Sindacale, Assistenza e il 18 settembre si dà notizia dell'avvenuta costituzione della Commissione finanziaria di controllo per la revisione della contabilità.
Il Clnai cessa la sua attività il 30 aprile 1946, data in cui viene istituito l'Ufficio stralcio nella sede di via Cadore 51 che porterà a termine gli affari pendenti e il cui responsabile è Gian Luigi Balzarotti, già segretario generale del Clnai.
Nota bibliografica: Gaetano Grassi, "Verso il governo del popolo". Atti e documenti del Clnai 1943/1946, Milano, Feltrinelli, 1977, pp. 511

[Fonte: beniculturali.ilc.cnr.iteniculturali.ilc.cnr.it Compilatore: Solaro Gabriella 26/09/2011 ]Istituto: ISTITUTO NAZIONALE PER LA STORIA DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE IN ITALIA

Ente produttore: Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (Clnai)
Fondo: Cln Alta Italia [Clnai]
Buste: 69  Fascicoli: 884

Il Fondo Clnai, pervenuto all'Insmli dal 1949 al 1952, rappresenta, insieme al Fondo Cvl, il corpo documentale di maggiore importanza per quel che concerne la tradizione dell'Istituto di raccolta e valorizzazione di materiale documentario del periodo resistenziale e per lo studio della storia contemporanea. E' composto prevalentemente da corrispondenza, ma sono presenti, in misura minore, anche le seguenti tipologie di documenti: articoli, scritti, ritagli stampa e volantini. Un inventario sommario del fondo Clnai è stato approntato a metà degli anni Sessanta da Andreina Bazzi e pubblicato in Guida agli archivi della Resistenza edita nel 1974 e poi nel 1983, nell'edizione a cura di Gaetano Grassi. Il fondo Clnai nell'attuale riordino, curato di Annabella Galleni nel 2001, è suddiviso nelle serie: periodo clandestino e periodo legale, rispettivamente articolate nelle sottoserie: verbali decreti e circolari del Clnai, attività interna del Clnai, rapporti istituzionali, carteggio con i Cln regionali e locali, carteggio con i partiti politici organizzazioni di massa e Cln di base per il periodo clandestino, e Protocollo della Segreteria generale, Commissione organizzativa e uffici del Clnai per il periodo legale.
Nota bibliografica: Grassi Gaetano (a cura di), Verso il governo del popolo. Atti e documenti del Clnai 1943/1946, Milano, Feltrinelli, 1977;Grassi Gaetano (a cura di), Guida agli archivi dell'Istituto nazionale, in Guida agli archivi della Resistenza, Roma, Mbca, 1983;Catalano Franco, La missione del Clnai al sud (novembre - dicembre 1944), in "Il Movimento di liberazione in Italia", maggio 1955, n. 36, pp. 3-43;Catalano Franco, Storia del Comitato di liberazione nazionale Alta Italia, Milano, Bompiani, 1975;"Liberazione" (Bollettino del Cl dell'Italia settentrionale)
Compilatore: Galleni Annabella 21/05/2001. 

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Mussolini Arnaldo

Nasce a Dovia di Predappio (FC) l’11 gennaio 1885, è fratello (più giovane di due anni) di Benito Mussolini.
Diplomato alla scuola di agraria, è docente di agraria in vari istituti e viene nominato segretario comunale prima a San Vito al Tagliamento (Pn) e poi a Predappio fino al 1914.
Partecipa alla prima guerra mondiale col grado di sottotenente e nel 1919 si trasferisce a Milano.
 
Ottiene l’incarico, prima di direttore amministrativo e, nel 1922, di direttore editoriale de’ Il Popolo d’Italia, obbediente alle direttive del fratello che asseconda totalmente, pur mitigandone taluni eccessi con il suo stile improntato alla mitezza di toni e alla riservatezza. 
Il duce si fida ciecamente del fratello, infatti Arnaldo è anche incaricato della correzione delle bozze dei suoi discorsi.
 
Fra il 1923 e il 1927 si dedica all’attività di giornalista e a varie iniziative editoriali, dando vita a un giornale per i Balilla, alla Domenica dell’ Agricoltore, all’Illustrazione Fascista, al Bosco e Historia, pur continuando a dirigere Il Popolo d’Italia.
L’interesse per la natura lo induce inoltre a dedicarsi alla rinascita boschiva, all’organizzazione dell’agricoltura, alle bonifiche, diventando il primo presidente delComitato Nazionale Forestale
Il 27 novembre 1928 gli viene conferita la laurea honoris causa in scienze agrarie.
Nel 1931, con Niccolò Giani fonda a Milano la Scuola di Mistica Fascista con l’obiettivo di far rivivere l’anima del fascismo più vero, quello della trincea e dei primi anni del movimento, consegnandolo idealmente alle nuove generazioni.
Ha una parte importante nel raffreddare i toni tra il regime fascista e la Chiesa cattolica durante la crisi del 1931, riguardante soprattutto l’educazione dei giovani.
Secondo Marco Zeni, Arnaldo Mussolini, si occupa anche del caso di Ida Dalser, la moglie segreta di Benito e del loro figlio Benito Albino.
Mentre la Dalser finisce pretestuosamente in manicomio, pare che Arnaldo - non è chiaro se per ordini ricevuti o per affetto personale - tratti meglio il nipote Benito Albino. Dopo la morte dello zio Arnaldo, anche Albino viene internato come la madre in manicomio, dove morirà nel 1942.
Arnaldo Mussolini muore improvvisamente per un attacco cardiaco a Milano il 21 dicembre 1931 a soli quarantasei anni.
Il 25 dicembre 1931 vengono date disposizioni al fine di organizzare un’apposita cerimonia che prevede la piantumazione di un albero in memoria dello scomparso in ciascun Comune del regno d’Italia.

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